Il Tirreno

Livorno

Edilporto ora spera nell’area commerciale

Il Consorzio vuole vendere la “piazza” centrale per dare più servizi e fare cassa. Con il decreto del Fare scadenze slittate: le opere che mancano ancora all’appello

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LIVORNO. Dopo due anni di stop, a gennaio i mezzi di Edilporto sono tornati al lavoro nel Borgo di Magrignano. «Entro pochi giorni – spiega oggi Veronica Tognotti, responsabile del Consorzio Edilporto – completeremo via Romiti, concludendo così le strade del quartiere». Ma a che punto sono tutti gli altri lavori? E soprattutto: quando saranno completate le opere di urbanizzazione, come casse di espansione e ponti, che il Consorzio deve realizzare a scomputo degli oneri di urbanizzazione in base alla convenzione firmata a suo tempo col Comune?

Gli accordi prevedevano la realizzazione di opere per 11.965.000 euro: a oggi, come confermano dal Comune, risultano completati interventi per 5.700.000 euro. All’appello mancano ancora il completamento della cassa di espansione del Rio Cignolo, il ponte che deve collegare via dei Pelaghi al distretto Asl di Salviano, il ponte di via della Padula, il collegamento tra via della Valle Benedetta e via del Levante, il rifacimento di via dell’Uliveta. Ma le nuove scadenze, a questo punto, quali sono?

«Il decreto del Fare – chiarisce il dirigente del Comune, Riccardo Maurri – ha prorogato di tre anni, a livello nazionale, i vari termini convenzionali per realizzare le opere di urbanizzazione». Per il Consorzio, «il rinvio in sostanza è valso per tutti gli interventi ad eccezione del completamento di via Romiti, che era già scaduto quando è arrivata la proroga». Nel 2013. In altre parole, se la proprietà, ovvero Edilporto, non fosse intervenuta in via Romiti, il Comune avrebbe dovuto escutere la fidejussione, con tutte le conseguenze del caso. «Ora il completamento della strada – fa sapere Tognotti – ci permetterà di chiedere l’abitabilità per le ultime case rimaste senza».

Per il resto le priorità restano due: la cassa di espansione e il famoso ponte per arrivare al distretto Asl. In questo caso il nuovo cronoprogramma dato al Comune sembra fin troppo ottimista: marzo-luglio 2015, praticamente ora, quindi è verosimile che i lavori slittino (con il decreto il limite ultimo di legge per consegnare l’opera è slittato al 2017).

Per la cassa di espansione, invece, è stata fatta una modifica al progetto, così ora il Comune sta aspettando un nulla osta dalla Provincia per completare la variante necessaria. «A quel punto – spiega Maurri – Edilporto avrà 17 settimane per finire l’intervento». Attenzione: la vasca di espansione è un’opera chiave per la sicurezza idraulica. E tra l’altro proprio per motivi di sicurezza, il Comune non potrà entrare in possesso delle aree interne al quartiere, anche se completate, fino a quando non sarà pronta.

Questo è un passaggio chiave anche per il Consorzio, che sta continuando a pagare l’illuminazione di tutte le strade del Borgo non ancora passate sotto l’ala pubblica. «La priorità oggi – ripete Tognotti – sono via Romiti e la cassa di espansione: alleggerirci di manutenzioni e pagamento dell'illuminazione pubblica ci permetterebbe di concentrare le risorse su altre opere». Insomma, «abbiamo tutto l’interesse a finire il prima possibile». Ma il punto è: con gli ormai noti problemi di liquidità, il Consorzio avrà la forza di completare la vasca messa in sicurezza in estate? «Stiamo lavorando per continuare i lavori appena saranno pronte le concessioni», risponde Tognotti, senza nascondersi dietro a un dito: «Molto dipende anche dalla nostra banca, banca Etruria, che era stata commissariata. Comunque dopo due anni di fermo stiamo cercando di rimettere in moto tutto».

«Abbiamo chiesto di poter usufruire della possibilità che dà il decreto del Fare di allungare le scadenze – sottolinea – per provare a concludere sia le opere di urbanizzazione che le costruzioni, e quindi riprendere anche con le vendite». Ma gli occhi di Edilporto sono puntati soprattutto sull’ area commerciale oggi vuota al centro del quartiere: circa 6.000 metri, almeno 3.000 commerciali. «La vendita di quest’area – sottolinea Tognotti – sarebbe strategica per il quartiere, che ne ha bisogno, e per noi. Stiamo cercando un partner». Così si scopre che per l’area ci sono stati anche contatti con Esselunga e con vari discount. «Ci stiamo dando da fare – conclude Tognotti – la vendita per noi rappresenterebbe una boccata d’ossigeno, una iniezione di liquidità, e una spinta propulsiva per il quartiere, in termini di vivibilità e di vendite».
 

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