Il Tirreno

Livorno

Dal porto alle cartiere lucchesi ora il carico viaggia via treno

di Stefano Taglione
Dal porto alle cartiere lucchesi ora il carico viaggia via treno

Accordo tra Lucart e Cilp (Compagnia): i convogli di cellulosa arriveranno in fabbrica dal molo Ogni settimana da Livorno partono tre carri ferroviari e il traffico è destinato a crescere

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LIVORNO. Il gruppo toscano Lucart – fra i principali produttori europei di carte monolucide e prodotti tissue – ha da tempo scelto Livorno come porto merci. Ma ora il traffico sembra destinato a crescere, come dimostra il progetto che la multinazionale lucchese della carta ha presentato ieri nello stabilimento di Diecimo, in provincia di Lucca, alla presenza della dirigente sviluppo e innovazione di Port Authority, Antonella Querci, e del numero uno della Compagnia Enzo Raugei.

Il progetto elaborato dal colosso cartario, in accordo con Cilp e la società di servizi ferroviari Top Rail, prevede lo sbarco a Livorno della cellulosa e il successivo carico sui treni in direzione Diecimo, dove l’azienda lucchese possiede un raccordo per scaricare la materia prima all’interno del perimetro industriale.

Durante la presentazione di ieri i vertici di Lucart hanno snocciolato alcuni dati: nel 2014 l’azienda lucchese ha movimentato 700 carri ferroviari, l’equivalente di 2.000 tir. E quest’anno le previsioni parlano di 800 carri pari a 2.500 transiti camionistici, che salgono a 1.500 (4.500 tir) se consideriamo anche le spedizioni dei prodotti finiti e non solo la materia prima.

Attualmente da Livorno a Diecimo partono tre treni a settimana. Si tratta di convogli che l’azienda invia in Campania e Sicilia per altre operazioni e che poi risalgono a Livorno per imbarcare la cellulosa. E se già oggi i numeri appaiono interessanti, figurarsi quali prospettive potrebbero aprirsi a fronte degli investimenti annunciati. Entro dicembre – come ricordato nell’incontro di ieri dai rappresentanti di Rete ferroviaria italiana – entrerà in funzione il collegamento fra l’infrastruttura portuale e la linea Tirrenica nord, ma gli interventi in cantiere non sono finiti: c’è il cosiddetto “Scavalco” (14 milioni di euro) che permette di unire le banchine con l’interporto di Guasticce, il collegamento fra quest’ultimo e la linea Pisa - Collesalvetti - Vada (94 milioni) e infine una bretella in grado di bypassare la stazione di Pisa (altri 91 milioni). Inoltre, «per effetto del completamento della piattaforma Europa – ha sottolineato la dirigente Antonella Querci – la realizzazione delle interconnessioni ferroviarie apporterà un bilanciamento di traffico fra strada e ferrovia». Nel 2013 i movimenti dei treni cargo sono stati il 13,5% del totale, mentre le proiezioni al 2030 prevedono una crescita fino al 24,5%. Secondo uno scenario prudenziale fra 15 anni dal porto di Livorno potrebbero transitare 2.000 treni annui, mentre una proiezione ottimistica si spinge fino a 3.050 convogli. Al momento c’è un eccessivo sbilanciamento fra lo sbarco e l’imbarco dei prodotti forestali, che in pratica arrivano ma non partono (per fare un esempio: nel 2012 sono state sbarcate 686.799 tonnellate di contenitori e ne sono state imbarcate 158.134). Uno squilibrio che l’Autorità portuale vuole sanare. E l’unica soluzione è dotarsi di un’infrastruttura efficiente, che possa richiamare le imprese e – perché no – attirare un maggior numero di operatori ferroviari.

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