Il Tirreno

Livorno

Borgo di Magrignano, la periferia si reinventa da sé

Juna Goti
Borgo di Magrignano, la periferia si reinventa da sé

Gli abitanti del Borgo di Magrignano si sono stufati di vedere il loro quartiere rimanere un eterno cantiere. Non mollano sul fronte della lotta ma hanno deciso di aprirne un altro: cominciare a ridisegnare davvero - insieme agli artisti di "Miranda" - il volto del loro pezzo di città

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LIVORNO. «Così ci riprendiamo il quartiere». Di più: «Così lo reinventiamo». Diciamolo subito: i guai non sono spariti nel nulla. I tubi di gomma che spuntano dall’asfalto e gli scheletri delle case mai finite, perché il mercato è stato sopravvalutato o perché qualche ditta è fallita, sono ancora al loro posto. Ma proprio di quegli scheletri i residenti del Borgo di Magrignano hanno deciso di fare una grande tela a cielo aperto per provare a dipingere – anzi fotografare – una nuova vita per il quartiere e per chi ci vive.

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Insomma, non solo proteste, non solo richieste, seppur legittime. I residenti di Salviano 2, riuniti nell’associazione “Insieme per Magrignano”, hanno deciso di non arrendersi, rimboccarsi le maniche e mettere in piedi una serie di iniziative per dare una spinta alla sistemazione del quartiere costruito dalle cooperative e mai davvero completato.

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L’ultima idea non ha precedenti in città e non si può dire che non sia di impatto: i residenti hanno contattato gli artisti fotografi del collettivo Miranda, gli stessi che nelle ultime settimane, a sorpresa, hanno tappezzato di maxi-poster gli angoli più degradati di Livorno, trasformandoli. Questo gruppo di fotografi ieri ha allestito una sorta di set tra un palazzo e l’altro: le fotografie scattate alle famiglie del borgo, soprattutto ai bambini, con i loro sorrisi, le loro mani e perché no le loro bizze, saranno affisse sulle pareti delle palazzine mai completate in via Lomi.

Gigantografie del quartiere che vive e che vuole crescere. Un po’ come la maxi-foto che è già stata affissa da Miranda su un container che era stato abbandonato in mezzo a quella che a Magrignano chiamano “la piazza” e che in realtà, da progetto scritto ormai anni fa, dovrebbe diventare l’area commerciale: è stata scattata a un gruppo di padri, figlie e figli in una delle giornate di piantumazione organizzate dall’associazione.

La collaborazione con Miranda, come raccontiamo nella pagina a fianco, è infatti solo l’ultima, in ordine di tempo, delle idee messe in campo dall’associazione nata nel novembre 2014 dal comitato che ha dato battaglia dal 2009. Idee e azioni di un nuovo corso che fa notizia, dopo anni di proteste per i ritardi e i tanti, troppi intoppi che hanno scritto la storia di Salviano 2 (oggi oltre 400 famiglie e un iter che si trascina dal 2001).

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«Abbiamo deciso di ingranare una marcia in più – racconta il presidente di “Insieme per Magrignano”, Michele Lucarelli – perché abbiamo capito che barricandoci solo sui problemi, che ci sono, il tempo passava e niente cambiava. Ci stiamo dando da fare per riqualificare l’area con le nostre mani, aprendo la porta a chiunque voglia aiutarci».

Alla onlus è anche possibile donare il 5 per mille, come si legge sul sito (www.borgodimagrignano.it) e sulla pagina Fb. L’idea, spiega Lucarelli, è di organizzare iniziative, eventi, per far vivere il quartiere («no ai quartieri dormitorio») e dare una mano concreta alla sua sistemazione. Perché, inutile girarci intorno, al netto delle responsabilità, il Consorzio non ha i soldi per fare tutto quello che era previsto all’inizio.

L’associazione a dicembre ha organizzato “Natale a Magrignano” con mercatini e giochi per bambini. La Folgore ha aiutato a ripulire e spianare la piazza centrale, dove c’è il container simbolo del degrado da superare. «Mentre dalla Forestale – racconta Lucarelli – ci siamo fatti donare 1.400 piante (quercia, alloro, mirto...) e abbiamo organizzato una serie di sabati di piantumazione, lotto per lotto, insieme ai nostri figli, anche per responsabilizzare chi crescerà e vivrà qui». E cercando così di far crescere quel verde che era previsto da progetto e che i residenti, pur avendolo pagato salato quando hanno prenotato e comprato casa, non hanno di fatto mai visto. Nel frattempo, nota positiva, al di là di possibili guai con le singole coop costruttrici, la maggior parte dei residenti ha ottenuto l’abitabilità, fatto il rogito, gli allacci di luce, acqua e gas.

«Stiamo cercando di riprenderci quel quartiere verde, bello e vivivile che era da progetto il Borgo di Magrignano: se c’è qualcuno che ha idee alla “Miranda maniera”, legate all’arte o all’ambiente – lancia il sasso Lucarelli – le porte sono aperte...».

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