Sicurezza
«La violenza, perché?»: dialoghi sull’uomo
Un ciclo di convegni ideati da Pier Giorgio Curti: ogni mese un esperto, da Recalcati a Cacciari
LIVORNO. "La filosofia greca esprime chiaramente l'ideologia della nascita degli esseri umani: l'uomo nasce cattivo, va condizionato, plasmato e educato per renderlo sociale, soltanto il bene che sta nella ragione può fermare la natura violenta e condurre alla convivenza." Scrive Massimo Fagioli in un suo testo sulla violenza. La ragione, ma cosa è la ragione? La forma biologica del nostro essere? Un condizionamento derivato dalla impostazione religiosa dell'amore per il prossimo tuo? L'etica di una ratio filosofica? O la consapevolezza degli effetti, acquisiti dalla conoscenza scientifica? La valutazione dei fatti, delle prospettive che l'azione può causare, porta al calcolo del "causa-effetto" e quindi al legame stretto che unisce scienza e filosofia, dove la scienza dà conoscenza e la filosofia dà saggezza, (vedi Will Durant).
La consapevolezza che il sapere, le nuove acquisizioni della scienza hanno infranto quei buchi neri di non conoscenza, hanno spinto l'uomo a ritenersi un superuomo, capace di tutto , onnipotente, creatore e distruttore, gestore e artefice delle vite altrui, imbattibile e incorruttibile, insomma siamo nell'era dell'affermazione lampante del superuomo nitchiano. A discutere di tutto ciò, di come la non ragione genera violenza, parleranno molti studiosi in incontri a cadenza mensile ideati e proposti dal dottor Pier Giorgio Curti, intitolati "La violenza perché?"
Pier Giorgio Curti è psicoanalista, presidente Alipsi (Associazione lacaniana italiana psicoanalisti) e docente Irpa (Istituto di ricerca psicoanalisi applicata) e intende con questo interessante calendario di incontri, rimettere al centro il problema della violenza, tra soggetto e soggetto, tra soggetto e società, tra culture e culture e ne indaga tutti i bordi possibili. Gli incontri sono otto: dopo quello di venerdì scorso dove Franco Lolli e Mario Serrano hanno affrontato il tema "Le condizioni psicologiche dell'odio e della violenza"; il prossimo appuntamento è fissato per giovedì 23 aprile alle 17 (alla Libreria Belforte 1805, in via Roma) con Angelo Villa e Stefania Bargagna che analizzeranno "La violenza in famiglia". Poi mercoledì 27 maggio ore 17 Pier Giorgio Curti e Maria Teresa Toler parlerano di "La violenza nei confronti delle differenze e il rafforzamenti immaginario dell'identita?"; giovedì 11 giugno ore 17 Umberto Curi e Simone Berti affronteranno "L'invenzione dell'identita? e la provocazione dello straniero"; giovedì 10 settembre ore 17,00 Elisabetta Zamarchi, Deborah Ricci e Maria Antonietta Monaco si confronteranno su "La violenza sulle donne: quando la femminilità diventa alterità insostenibile" (tutti da Belforte); mercoledì 21 ottobre invece, gli incontri si sposteranno presso la Sala Capraia, Camera di Commercio di Livorno alle ore 17 Massimo Recalcati e Pier Giorgio Curti discuteranno su "La scuola come luogo di formazione di un'etica del desiderio e costruzione del bene comune"; giovedì 12 novembre ore 17 Elena Pulcini e Marida Bolognesi affronteranno il tema "L'amore che uccide"; l'ultimo incontro si svolgerà il 27 novembre alle ore 17 dove Massimo Cacciari e Emanuele Rossi chiuderanno il viaggio di analisi collettiva con "La violenza del Nomos". Un calendario fitto, di presenze importanti per analizzare un percorso, spiega Pier Giorgio Curti, "dove la violenza vuole essere riletta con un meccanismo a ritroso, dall'agito al pensato, là dove invece la violenza va dall'impossibilità di pensare all'agire".
Silvia Menicagli
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