Il Tirreno

Livorno

Troppi furti nelle case e Quercianella chiede le telecamere

Roberto Cestari
Troppi furti nelle case e Quercianella chiede le telecamere

Dopo le razzie in serie nelle villette in collina si forma un comitato. «Intanto facciamo rete con i cellulari: ognuno controlla anche le abitazioni dei vicini»

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LIVORNO. I ladri non danno tregua, svaligiando una casa dopo l'altra, mettendo a segno anche colpi da decine di migliaia di euro e magari anche travolgendo con l’auto nella fuga un ignaro ciclista, come è successo domenica.
Per questo un gruppo di residenti di Quercianella, stanchi di essere finiti da tempo nel mirino dei malviventi, si sono riuniti spontaneamente e hanno formato un comitato, che vuole incontrare ufficialmente Comune, prefettura e forze dell'ordine. Questo per chiedere che si faccia qualcosa di concreto per fermare quest'ondata di furti. E nel frattempo, in attesa che arrivino magari le telecamere per sorvegliare la zona, i residenti stanno facendo "rete" tra di loro, tenendosi in contatto con i cellulari e cercando così di mettere in campo una forma di sorveglianza e aiuto reciproco, avvertendo le forze di polizia se vedono qualcosa di sospetto.

Ecco quello che sta succedendo in questi giorni nella zona di via Kaiser Parodi: lo spiega Silvia De Batte, nota editrice livornese, che è una dei portavoce del gruppo di cittadini, affiancata in questo da Giampaolo Zennaro, regista teatrale, Roberto Rossomanno, architetto, e Leonardo Fonti imprenditore, che come lei abitano inq uesta parte della frazione particolarmente presa di mira dai ladri.

«Negli ultimi tempi ci sono stati un gran numero di furti in abitazione nella nostra zona, circa una quindicina - spiega - e, oltre ai danni economici, anche pesanti, abbiamo paura. E chi vive solo ne ha ancora più degli altri: troppo spesso ci è capitato di vedere auto sospette, con targa straniera, e con personaggi decisamente loschi a bordo che si aggiravano nelle strade della collina, e poi magari leggere sul giornale dei loro colpi. E per difenderci non bastano neppure le cassaforte: i ladri entrano e le aprono. E' per questo - prosegue Di Batte - che ci siamo riuniti spontaneamente, dapprima chiamandoci al citofono e iniziando a parlare a livello di vicinato, per discutere di questo problema ma soprattutto per cercare di ottenere delle soluzioni concrete».

Così nei giorni scorso c'è stata la prima riunione del neonato comitato: più di una trentina di persone si sono ritrovate nella sala della trattoria "Il Calesse"(anche il gestore del locale abita nella zona presa di mira dai malviventi), proprio sotto la zona collinare di Quercianella colpita a ripetizione dai topi di appartamento. Così i cittadini hanno parlato e discusso tra di loro, e hanno deciso di riunirsi in un comitato, «per ora siamo tutti della zona di via Kaiser Parodi - spiega Di Batte - ma siamo aperti anche ai residenti di altre zone di Quercaianella». Oltre a questo si è arrivati a due punti fermi: quello di chiedere aiuto alle autorità, ma anche di iniziare aiutandosi da soli.

Per quanto riguarda la prima cosa, i residenti hanno preparato una lettera ufficiale, con ben 45 firme in calce, da inviare a Comune, prefettura e forze dell'ordine. Nella lettera, in sostanza, dopo aver fatto presente la gravità della situazione di cui sono vittime gli abitanti della zona, si chiedono delle soluzioni al problema della sicurezza della frazione. In particolare, si chiede che vengano installate delle telecamere per controllare via Kaiser Parodi, la strada principale dalla quale si diramano tutte le altre strade della zona.

«Abbiamo saputo che nella zona di Cecina è stata fatta una cosa del genere - spiega Silvia De Batte - installando una ventina di telecamere in una zona che era stata ripetutamente presa di mira dai ladri: perché non potrebbe essere fatto anche da noi? Per arrivare e allontanarsi dopo i furti i ladri devono passare per forza da quella strada, e con le telecamere sarebbe sicuramente più facile individuarli».

Poi Silvia Di Batte punta il dito contro un altro problema, la scarsa illuminazione: «Nelle nostre strade ci sono troppi lampioni spenti o guasti - sottolinea - e mantenere questa situazione vuol dire dare un aiuto ai ladri». Quindi si richiedono interventi concreti alle istituzioni. Nel frattempo, però, i residenti hanno iniziato ad aiutarsi l'uno con l'altro. «Abbiamo iniziato a fare rete tra di noi, tenendoci in contatto con i cellulari e WhatsApp - spiega in conclusione Silvia Di Batte - in questo modo cerchiamo di tenere d'occhio sia le nostre case che quelle dei vicini, pronti ad avvertirli e soprattutto a metterci in contatto con le forze dell'ordine se notiamo qualcosa di sospetto».
 

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