Gioco
Il furore primitivo dell'uomo senza coraggio
Può essere un tradimento vero o solo presunto, un piccolo o grande sopruso, un gesto o una parola di troppo. O anche niente, un’ inconsapevole provocazione. Le donne spargono micce che credono ignifughe e gli uomini rispondono con bombardamenti di violenza. Primitivo furore, orgoglio sessista, l’arcaico senso di superiorità che è tutto istinto ma anche purtroppo ragione e cultura. Irrompe spesso, il maschile furore, tra le mura domestiche, ma in genere va a finire che l’equilibrio di coppia assorbe i colpi e butta la polvere sotto il tappeto, le femmine sopportano, i maschi si pentono, fino al prossimo impari match.
[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.11156726:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/toscana/2015/04/01/news/femminicidio-cosi-si-ammazzano-le-donne-1.11156726]]Accade però sempre più spesso, troppo spesso, che il desiderio maschile di punire colpe femminili che a volte neppure ci sono con una pena sproporzionata diventi ossessione ed è un’ossessione che non ha età. A Livorno un uomo di 76 anni ha tentato di calarsi dal tetto di un palazzo di otto piani nel terrazzo della sua ex compagna, per dare fuoco all’appartamento. L’ultimo capitolo di un delirio lungo dieci anni, dieci anni di litigi dopo la separazione: lui che si sentiva vittima di un’ingiustizia, l’orgoglio più che ferito, la rabbia dentro. E quella casa, che era stata di lui, e dove ora abitava lei, da distruggere insieme alla donna che lo aveva umiliato e anche denunciato per stalking. Non ce l’ha fatta, è volato giù dal tetto ed è morto, una storia drammatica che per caso non è sfociata in una tragedia più grave. E certamente l’ennesima storia di violenza.
Picchiano, minacciano, violano, questi uomini che odiano le donne e magari credono anche di amarle. Ucciderle, far loro del male, sembra quasi un diritto, addirittura un dovere (un dovere nei confronti della propria dignità maschile) se ci si sente umiliati, offesi. Le donne se le cercano nel senso che non si rendono conto di quanto dirompente possa essere un affronto, una provocazione, un imbroglio. Quanto possa scatenare la potenza di quell’ossessione, l’ossessione del comando, che ha spinto l’ottantenne sul tetto e tanti, tanti altri, a impugnare pistole e coltelli, a strangolare, a ammazzare di bòtte.
[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:1.11156752:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/toscana/2015/04/01/news/neppure-trasferirle-lontano-puo-bastare-a-salvare-la-vita-1.11156752]]Cosa mai avrà osato fare la prostituta ritrovata in pineta?Avrà voluto più soldi? Avrà rifiutato qualche prestazione? Avrà detto una parola di troppo? Avrà deriso il cliente? Lei, che nell’immaginario maschile era l’oggetto per eccellenza, che cosa si sarà permessa di dire o di fare? E tutte le altre donne, tutte le altre vittime di femminicidio, come avranno innescato il meccanismo distruttivo dei maschi che le hanno uccise? Forse rinfacciando un’amante, rinnegando l’amore, rivendicando la libertà, minacciando separazioni bellicose, magari offendendo e umiliando anche.
Crudeli, sleali, calcolatrici, può capitare, le donne non sono angeli, non devono esserlo per forza. Devono invece essere libere, libere anche di essere cattive, cattive a gesti e parole, senza per questo essere ammazzate.
@crigrasso
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