Il Tirreno

Livorno

«Altro che morto, il mio Pd è tornato credibile e forte»

di Giulio Corsi
«Altro che morto, il mio Pd è tornato credibile e forte»

Lorenzo Bacci esalta il senso di responsabilità dimostrato dalla direzione «Primi in Toscana, pensare che eravamo abituati ad arrivare dopo e male...»

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LIVORNO. Lorenzo Bacci, segretario territoriale del Partito Democratico: da un giorno all’altro il grande malato sembra guarito con l’approvazione unanime da parte della direzione, del quintetto di candidati da presentare alle elezioni regionali. E’ stato un miracolo?

«In effetti le premesse erano di diverso segno, non era scontato un risultato di questo genere, considerando che la recentissima tradizione a livello locale di Pd da un po' non proponeva una soluzione così condivisa, supportata e in grado di qualificarci agli occhi del partito regionale, visto che siamo la prima federazione che ha presentato la lista».

Avete anticipato i tempi. E battuto sul tempo la federazione della Val di Cornia...

«I tempi per la presentazione delle liste erano previsti fra il 7 e il 10 aprile, ma visto che avevamo raccolto le firme e trovato una condivisione sui nomi, abbiamo pensato che potesse essere utile anticipare la presentazione, e di fatto siamo stati i primi».

Mentre Piombino...

«Non mi è dato sapere cosa hanno prodotto e cosa produrranno in prospettiva i problemi emersi in val di Cornia. La certezza è il dato di Livorno, che ha presentato tre donne e due uomini, che danno un segnale di forte avanzamento rispetto alla proposta avanzata dal partito, chiamando in causa due personaggi della società civile che non hanno mai avuto ruoli amministrativi o politici, e tre under 40 legati alla nuova visione che il Pd sta mettendo in campo. Il risultato è un messaggio di forte apertura, innovazione e di collegamento verso la società civile che può trovare all'interno di una proposta di lista, tanti modi di riconoscersi».

Quale è stata la parola magica per convincere una direzione variegatissima in cui l’anima renziana convive con l’armata rossa?

«Responsabilità e basta. E’ il senso di responsabilità che ha mosso la direzione. Insieme all’opportunità di sfruttare una fase come questa per dare un segnale forte. Dalla Val di Cornia a Pisa questo risultato è stato attenzionato da tutti come qualcosa che spiazza. C'era l’abitudine che Livorno arrivasse dopo e male».

Mica finisce qui...

«No, ora questa responsabilità dev'essere riconfermata dai passaggi successivi, mi auguro che ci sia l'impegno ad aver segnato la conclusione di una stagione e ad averne iniziata una nuova facendo tornare Livorno protagonista a livello regionale».

E’ soddisfatto?

«Sicuramente è stato un successo. Da quando sono segretario si è segnato un attivismo forte e chiaro rispetto a priorità sul livello amministrativo livornese incentrato su segnali di chiaro impegno sul fronte delle politiche portuali e dell’Accordo per livorno e sugli altri nessi centrali dell’azione politica livornese, coinvolgendo il partito a tutti i livelli. E’ stata un’azione forte, pragramatica, che mancava».

Ora la pagina è voltata davvero?

«Io credo che ancora non siamo guariti rispetto a quella che poteva essere la gestione che aveva prodotto i risultati dell'anno scorso. Anche se a questo proposito vorrei ricordare che quei risultati si sono avuti solo su Livorno città, non a livello territoriale, e neanche a Livorno città come Pd, visto che nella stessa data alle Europee abbiamo registrato il 52 per cento. Tuttavia c'era da dare un segnale forte all’ambito cittadino e lo stiamo dando, anche nella proposta dei consiglieri regionali. Siamo stati i primi e questo ci qualifica come interlocutori nuovamente credibili e forti».

E pensare che Cosimi, tre giorni fa sul Tirreno diceva che continuando su questa strada il Pd livornese sarebbe morto. La direzione dell’altro giorno l’ha smentito o non basta una rondine...?

«È un dato evidente. Siamo in presenza di una situazione tutt'altro che morta che sta dando il segno della comprensione di un cambiamento necessario, che qui è arrivato in ritardo rispetto a realtà attorno a noi. Pur avendo letto l’intervista, non so a cosa si riferisse Alessandro dicendo quella cosa».

Parlava anche di lei: “Abbiamo un segretario che è anche sindaco di Colle e ora è nel comitato portuale...”.

«Sì, è vero,parla di me ma non mi sembra in maniera polemica. Ad ogni modo io penso che rispetto a certe recenti uscite di protagonisti del passato, esse segnino la conclusione di una fase, il riassunto di ciò che è stato. Ora è tempo di dare spazio a chi guarda il futuro, non di cercare i responsabili nel segno di una dinamica tipicamente livornese che ha prodotto il risultato del maggio scorso».

In un partito che saprà tenere insieme vecchio e nuovo?

«E’ bene che i protagonisti del passato diano stimoli e suggerimenti ma è il momento per il Pd livornese di dare spazio a protagonisti nuovi».

Intanto però, se il partito sta meglio c’è un’ala che se n’è andata, quella dei civatiani...

«Prendo atto di una scelta comunicata a mezzo stampa senza il coinvolgimento del partito, a pochissime settimane da una fase congressuale a cui avevano preso parte per le primare del 7 dicembre. Ho vissuto anni di appartenenza a Pd nel ruolo di minoranza chiara e ho fatto quello che potevo per dare un contributo ed essere fautore di un messaggio necessario senza mai rinnegare l’appartenenza. Evidentemente qualcuno interpreta l’appartenenza a partito che funziona solo se cose vanno in una determinata maniera. Abbandono partita a partita iniziata un elemento che si descrive da solo. Auguro buona strada a ex compagni che avevano contribuito a questa fase, erano in direzione, in assemblea e potevano portare un contributo. Se credono che possa essere più produttiva la loro presenza all’esterno del partito ne prendiamo atto».

Torniamo alle Regionali. La centralità di Livorno nelle politiche di Rossi (e del Pd) si misurerà anche con una presenza in giunta. O no?

«Oggi qualsiasi ragionamento è prematuro. Ci sono però dei punti di partenza importanti però: il fatto che abbiamo maturato questa proposta in tempi così celeri, con passaggi così chiari e forti, e tra l’altro abbiamo dato a livello programmatico un importante contributo con l’incontro del 21 febbraio con Rossi e Parrini. Ecco mettendo insieme gli aspetti di proposta e composizione di lista, al fatto che è necessario dare centralità piena di Livorno nelle prospettive regionali, tutto questo è propedeutico a far sì che uscendo da una situazione con un assessore e un consigliere, quello diventi l’obiettivo a cui tendere».

@giucorsi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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