Italia
«Dovevamo sposarci quest’anno»
Ieri le esequie in Puglia del giovane morto in un incidente. Il dolore della ragazza
LIVORNO. «“Questo è il nostro anno”, me lo ripeteva sempre: io sto imparando l’italiano e lui era orgoglioso di me. Quando gli scrivevo in italiano “amore mio”, impazziva. La sera prima dell’incidente mortale mi aveva scritto che non vedeva l’ora di incontrarmi: “Voglio vedere mia moglie, Sinta Franchini”. Mi aveva preso il biglietto per volare in Italia il 10 aprile, facevamo il count down da giorni...».
È disperata Sinta Tata Pardju, la ragazza indonesiana fidanzata con Andrea Franchini, il livornese di 32 anni morto venerdì in un terribile incidente in auto vicino Martina Franca, in provincia di Taranto, dove viveva. Ieri pomeriggio in Puglia s’è svolto il funerale del trentaduenne: con la sua Polo è finito sotto a un Fiat Daily sulla statale dei Trulli, in direzione Taranto. Il giovane lavorava all’Ilva, e proprio per conto della sua azienda, a marzo 2013, aveva fatto un viaggio in Indonesia. È lì che aveva conosciuto Sinta, giovane indonesiana che lavora nel marketing delle automobili. «Andrea è stato qui, nel mio Paese, fino a dicembre 2013, per lavorare nell’azienda Krakatau Posco; ci siamo conosciuti un sabato sera in un ristorante. Poi, a settembre dell’anno successivo, ci siamo rivisti e siamo andati insieme in vacanza in Thailandia, nell’isola di Koh Samui: è stato allora che abbiamo deciso di intraprendere una relazione vera, seria. Prima eravamo migliori amici. E così a dicembre lui è tornato a trovarmi ed è rimasto fino a gennaio: ci siamo visti al tempio di Borobudur, a un’ora di volo dalla mia città, e poi a Giacarta».
La relazione tra i due s’è cementata così tanto da annullare la distanza. Ed ecco che, in quell’ultimo viaggio a Est, Andrea ha deciso di “chiedere la mano” di Sinta. E lo ha fatto davvero, letteralmente: «Andrea ha voluto incontrare mio padre per manifestare le sue intenzioni nei miei confronti e dirgli che voleva sposarmi. Un vero gentiluomo, d’altri tempi. Era un ragazzo molto romantico. Anche io, una volta in Italia, volevo conoscere la sua famiglia e dimostrare loro il mio amore per lui».
Un progetto che Sinta porterà avanti, nonostante tutto: «Il 10 aprile verrò comunque in Italia e starò lì un mese. Visiterò i suoi parenti a Martina Franca e vedrò la casa che lui stava ristrutturando per noi. Prima di lasciarci, mi ha scritto: “Ho installato la porta della doccia insieme a mio fratello. È tutto pronto per noi”. E vorrei venire anche a Livorno e Castiglioncello per conoscere il resto della sua famiglia».
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