Toscana
«Costruiremo lo sviluppo» Dalli al timone, Marcucci vice
L’amministratore delegato sarà Luca Becce, anche Raugei vicepresidente Occhi puntati sulle opportunità che si aprono con il nuovo Prg portuale
LIVORNO. «Questa scelta ha una ragione imprenditoriale, ovviamente. Ma ne ha anche una sentimentale: nonno Tito diceva di non dimenticarci mai che siamo nati come lavoratori portuali. Certo, esistevano le carovane di “risiatori” anziché la Compagnia ma credo che mi si capirà se per questa firma uso la stilografica di mio nonno». Piero Neri scansa i roboanti proclami peggio che se fossero la peste, e non fa eccezione neanche stavolta mentre mette il proprio nome in calce all’atto sotto gli occhi del notaio D’Abramo (in qualità di presidente di Ng Investimenti, la società-veicolo costituita fifty-fifty con il pool genovese di Gip guidato da Luigi Negri, ieri rappresentata da Gian Alberto Cerruti). Da un lato, sottolinea «la rilevante importanza che la Cilp ha avuto nel recente passato» e, dall’altro, vede nell’ingresso di Neri-Negri nella società dei portuali il modo di «creare un motore di sviluppo di attività portuali a Livorno».
Anche Raugei si muove sulla stessa lunghezza d’onda e tira fuori il ricordo di Italo Piccini e del «grande rispetto che ha sempre contraddistinto i rapporti fra noi portuali e la famiglia Neri». Quanto all’altro partner, i genovesi di Negri, c’è il rapporto consolidato in Tdt («ci siamo intesi, è un grande imprenditore e un uomo affidabile perché mantiene la parola»). E se insiste sul ruolo che questa nuova “santa alleanza” è destinata a giocare, è anche perché – lo sottolinea – pensa che l’ingresso di gruppi privati sia una sorta di iniezione di imprenditorialità anche all’interno del mondo cooperativistico delle banchine. E qui non siamo lontani da quel che ha detto a più riprese il governatore Rossi: tutte le volte che ne ha la possibilità, parla sì del pacchetto da 200 milioni di euro per la Darsena Europa ma anche dell’esigenza di dare una svolta al modo di lavorare e di fare impresa sulle banchine livornesi.
L’identikit della nuova società è presto detto: il presidente sarà Marco Dalli (dirigente della Compagnia), amministratore delegato Luca Becce (che guida il terminal Tdt su indicazione di Gip). Doppio vicepresidente: c’è Enzo Raugei, leader dei portuali, e c’è Nereo Marcucci, che è stato sì finora super-consulente strategico della Compagnia ma adesso, anche in virtù di una pluridecennale amicizia personale con Piero Neri, entra nello stato maggiore su designazione della famiglia Neri.
Marcucci, ex presidente dell’Authority per otto anni dal ’95 in poi e assente per un decennio dalla scena labronica, aveva fatto capolino sì con l’incarico da parte dei portuali e con l’ingresso nel board di Sintermar, ma adesso torna con un ruolo di rilievo. Quanto alla suddivisione dei poteri effettivi all’interno del consiglio d’amministrazione, deciderà la prossima riunione.
«In questi due anni, a dispetto di quelli che qualcun altro chiama gufi e marmotte, – dice Marcucci – la Compagnia portuale ha tenuto botta: con Raugei, Dalli e Franchini ha fatto fronte a una situazione in cui c’era un eccesso di offerta e tante difficoltà infrastrutturali». Ma adesso bisogna andare oltre («il porto non potrà ridursi a crociere e traffici ro-ro, pure così importanti»): il nuovo Prg offre opportunità. Ecco che questo polo imprenditoriale – aggiunge – ha l’ambizione di «diventare un perno» sul quale costruire una nuova stagione di sviluppo.
Per Becce c’è un solco di collaborazione già sperimentata utilmente nel terminal contenitori in Darsena Toscana, «e non su parole astratte bensì su lavoro, lavoro, lavoro». Per l’amministratore delegato di Tdt (e ora della società-alleanza della nuova Cilp) era indispensabile «un grande polo imprenditoriale come questo» che volesse mettersi in gioco sulle direttrici aperte dal nuovo piano regolatore.
È al nuovo Prg che guarda anche Marco Dalli che, come detto, di questo nuovo soggetto sarà il presidente. Tocca a lui aprire la porta dell’alleanza a tre per farne un pool a quattro: tale cioè da includere anche la maxi-coop fiorentina Cft, già legata alla Compagnia da un accordo maturato nel corso dello scorso anno. Obiettivo: strutturare una offerta che non guardi più al solo segmento delle banchine ma anche ad altri pezzi della catena logistica. Con una idea precisa: «Guardare sempre un po’ più in là». (m.z.)
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