Gioco
Terme del Corallo, il sindaco si mette la maglietta-spot insieme a Moser
E' il via a un progetto per raccogliere fondi a livello nazionale per recuperare il "gioiello" liberty della Livorno di inizio Novecento
LIVORNO. L’occasionissima è stata la vetrina della CicloEtrusca, la kermesse nel segno del ciclismo dei tempi eroici che ha colorato Livorno negli ultimi due giorni: il sindaco Filippo Nogarin ha sfoggiato una maglia “sponsorizzata” dalle Terme del Corallo, con tanto di grafica originale presa in prestito dalle locandine della “Montecatini a mare” di inizio ’900. Nogarin ha fatto fare due maglie: una per sé e una per il suo compagno di squadra d’eccezione, la leggenda del ciclismo Francesco Moser. Perché questo “sponsor” a sorpresa? Solo un richiamo chic alla Livorno che fu? Non proprio...
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È lo stesso Nogarin ad anticipare che «è il la di un progetto di recupero fondi, su scala nazionale, che stiamo mettendo a punto per le Terme». Insomma, il primo passo-immagine di una campagna che nel lungo termine dovrebbe servire a raccogliere le (tante) risorse necessarie per dare nuova vita al gioiello liberty andato in rovina tra il cavalcavia della stazione e le nuove palazzine costruite a ridosso del parco.
«Non siamo ancora pronti a presentare il progetto – chiarisce Nogarin – ma non volevamo perdere l'occasione di avere qui Moser...». Lo “sceriffo”, l’uomo che sulla due ruote ha vinto di più in Italia (273 volte in carriera). «Dalle locandine d’epoca – racconta il sindaco – abbiamo ripreso la grafica originale delle Terme e abbiamo realizzato le due magliette, una per me e una per Francesco, con cui abbiamo preso parte alla manifestazione: sono venuti in moltissimi, anche dall’estero, finalmente un po' di vero turismo legato al marketing territoriale».
Ma cosa c’è, di più, dietro alla campagna pro-Terme lanciata a sorpresa alla CicloEtrusca? «Presenteremo un progetto, accompagnato da un iter ben preciso – dice per ora Nogarin – e chiederemo a tutta Italia, a tutti coloro che sentono di voler partecipare a questo percorso di recupero, di darci una mano. Lo faremo in modo trasparente e chi vorrà potrà contribuire». «Il Comune – dice – non ha i fondi per recuperare il complesso, la Regione chiacchiera ma poi niente, avevamo candidato le Terme al finanziamento del Fai ma siamo rimasti fuori di poco.
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Insomma, il rischio quando si parla di strutture come questa è che alla fine nessuno ci metta i soldi. Per questo presenteremo un progetto, racconteremo come fare il recupero e vedremo chi crederà nell’iniziativa: ribaltiamo la piramide e vediamo se funziona». Lo scalino più alto, da sempre, è trovare i soldi per il recupero edilizio (studi fatti fare da privati negli anni ’90 parlavano almeno di 4 miliardi delle vecchie lire, poi lievitati). Ma per poi farci cosa? «Rispetto alla destinazione – ammette il sindaco – ancora non sappiamo cosa fare, ma su questo Silvia Menicagli e le persone che per tanti anni hanno seguito le Terme ci possono aiutare».
Menicagli è la donna che nel 2009 (quando il complesso passò al Comune) creò il movimento di pensiero via Fb “Salviamo le Terme”. Nel 2014 ha fondato l’omonima associazione onlus che sta creando una borsa di studio per un giovane restauratore che possa lavorare sugli affreschi della sala della Mescita (la precedente amministrazione aveva già finanziato il recupero della copertura). Ma servono almeno nuovi infissi.
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«Il sindaco – conferma Menicagli – ha deciso di iniziare questa battaglia fattiva per il recupero delle Terme e ha coinvolto l’associazione. Si pianificherà l’iter necessario per partire con questa raccolta fondi nazionale, su una piattaforma di crowdfunding, per permettere a ogni cittadino di essere artefice del recupero delle Terme. La campagna si articolerà su vari mesi e speriamo che coinvolga anche volti noti, come promotori». Il primo, di fatto, è stato Moser.
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