Gioco
L’auto del disabile multata nel posto riservato: era in senso contrario
Livorno, è quella del presidente dell’associazione paraplegici Fabrizio Torsi: l’ho messa su quel lato per far scendere il sollevatore ma il vigile non ha sentito ragioni
LIVORNO. «Se la contravvenzione sarà confermata, la pagherò volentieri. Ma in cambio mi aspetterò di trovare da subito una città fatta su misura per chi si sposta da seduto, senza le barriere che ancora oggi impediscono ai disabili di esercitare la propria autonomia».
Fabrizio Torsi, presidente dell'Associazione paraplegici Livorno, racconta la sua personale disavventura con il tono deciso di chi da anni si batte per i diritti di coloro che sono costretti a vivere su una sedia a ruote. Uomini e donne, ragazze e ragazzi che lottano per la propria indipendenza, e che altro non chiedono se non una città senza ostacoli. Fabrizio è stato multato per aver parcheggiato la sua auto multiadattata in senso contrario a quello di marcia. Ma per capire il perché di quel posteggio serve una premessa.
«Un disabile - spiega Torsi - può scendere dall'auto stando sulla carrozzina con l'uso di un sollevatore, che per legge può essere posizionato nella parte posteriore o dal lato destro del veicolo. L'alternativa è scendere aprendo la portiera e poi la carrozzina, per montarci dal sedile dell'auto». Entrambe le operazioni richiedono spazio: almeno un metro per permettere al sollevatore di aprirsi regolarmente, circa 70 centimetri per posizionare la carrozzina accanto al veicolo. E non sempre (anzi, quasi mai) lo spazio c'è, vista la presenza di bici o scooter parcheggiati in malo modo o di pioli e catene lungo i marciapiedi, che spesso presentano inoltre uno scalino troppo alto che non lascia scorrere il sollevatore.
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Nel caso specifico, martedì 10 marzo, Fabrizio si trovava lungo gli Scali del Corso, di fianco al Comune. «Una stradina poco trafficata - sottolinea - in parte senza marciapiede. Nel tratto che interseca via degli Avvalorati - prosegue Torsi - ci sono due posti riservati ai disabili. Data la vicinanza degli stalli gialli, sono entrato giusto qualche metro in senso contrario per parcheggiare l'auto. Se anche avessi fatto il giro imboccando il giusto senso di marcia - precisa Fabrizio - avrei dovuto comunque posteggiare in senso contrario, affinché il sollevatore fosse dal lato della strada e mi permettesse una facile uscita, che altrimenti sarebbe stata quasi impossibile».
Fabrizio si reca in centro con la famiglia. Quando torna alla sua auto, trova una multa di 39 euro per sosta contraria al senso di marcia. «Il vigile urbano era ancora sul posto, così ho cercato di fargli capire le mie ragioni, mostrando il funzionamento del sollevatore e facendo notare che quel parcheggio non recava alcun danno alla circolazione». Le spiegazioni potrebbero non essere sufficienti per evitare la contravvenzione.
«Il vigile ha detto che avrebbe provato ad annullare la multa - commenta Fabrizio - Ma non è questo il punto. Il punto è che per migliorare questa città si parte da un'auto di un disabile parcheggiata in senso contrario per poter scendere, quando il 90% dei negozi è inaccessibile allo stesso disabile o i cani circolano senza guinzaglio facendo i bisogni sui marciapiedi dove noi spingiamo a mano le carrozzine».
Perché, si domanda Fabrizio, non partire invece dal rendere la città davvero vivibile per tutti? «Senza i marciapiedi impraticabili, il parcheggio selvaggio, il trasporto pubblico inadeguato, allora il disabile sarà un cittadino normale in una città normale. Oggi - conclude Torsi - ci troviamo invece a fare i supereroi per le cose di tutti i giorni, però senza poteri speciali». E per di più multati.
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