Pittore derubato dal finto cliente: sparisce medagliere
Il ladro si finge interessato a un quadro per raggirare l’artista. «Era un giovane sui 30 anni che non parlava bene italiano»
LIVORNO. «S’è presentato alla porta del mio studio con l’aria un po’ confusa, parlando un italiano stentato. Si è avvicinato e mi ha portato con lui verso l’ingresso dell’ufficio di un mio collega, che ha il negozio accanto al mio. E lì si è mostrato interessato a un quadro. Io mi sono avvicinato e ci ho parlato un po’. Ma quando è andato via, mi sono accorto che era sparito il medagliere che tengo affisso alla parete. Un brutto colpo per me».
A raccontare il furto subìto è Pierpaolo Macchia, pittore livoernese di 83 anni, insegnante e allenatore di scherma, che ha lo studio artistico in via dell’Origine. Il colpo - che somiglia molto a una truffa - è stato messo a segno nei giorni scorsi. Era mattina e Macchia, come sempre, si trovava nel suo ufficio che ha sede al piano terra e che ha una vetrina che si affaccia sul marciapiede. Accanto, c’è il negozio di un collega. Quando il giovane è arrivato, Macchia stava facendo dei lavoretti nel suo studio. «Lui è si è avvicinato e mi ha spinto a seguirlo verso l’atrio dell’ufficio del mio collega, due metri più in là - racconta l’artista - Lì mi teneva occupato, facendo delle riflessioni su quel quadro. Poi, di tanto in tanto, guardava dietro le mie spalle: quel gesto mi ha insospettito perché non capivo cosa lui volesse. Però non avrei mai immaginato che fosse un ladro, ho solo pensato che fosse una persona un po’ strana».
E invece, evidentemente, quell’uomo cercava di confondere e distrarre l’artista per permettere al complice di avere campo libero. Dopo qualche minuto di conversazione, il giovane ha salutato l’anziano ed è sparito. A quel punto, il malcapitato è rientrato in negozio. Ed è stato solo allora che ha notato che dalla parete principale del suo studio mancava un medagliere con 60 medaglie appese. «Si tratta di “trofei” accumulati in anni ed anni di sacrifici, passioni, ricordi, sudore... È stata proprio una vigliaccata».
Macchia, infatti, oltre che per le sue opere, è noto in città e non solo anche per il suo passato da grande sportivo.
«Tutte le mie vittorie di atletica... - dice Macchia con un velo di malinconia - Sono stato allenatore della nazionale di scherma, ho fatto tre olimpiadi e 5 mondiali, ho preparato tanti campioni. Sono stato in Fides per 43 anni e poi ho insegnato per venti anni al liceo scientifico e altrettanti in Accademia. Quel medagliere, oltre ad avere un notevole valore materiale, ne ha uno affettivo per me inestimabile».
Macchia ha presentato denuncia del furto ai carabinieri e agli investigatori ha fornito la descrizione del ladro. «Era un uomo giovane, sulla trentina - dice l’artista - vestito di scuro, indossava un giubbotto e dei pantaloni casual. Aveva la barba un po’ incolta, la carnagione olivastra ei capelli corti, era alto circa un metro e 70 centimetri, e di corporatura normale».
I carabinieri lo stanno cercando in città: quasi sicuramente l’uomo aveva un complice.
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