Il Tirreno

Livorno

Nella nostra area si muore di più e prima

Lo denuncia Medicina Democratica analizzando i dati Asl: anche per i tumori incidenza sopra la media

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LIVORNO. Nell'area Livorno-Collesalvetti la mortalità complessiva è risultata nel triennio 2008-2010 superiore alla media regionale: "È del 2,2%" fra gli uomini e "dell'8,3%" fra le donne. Si tratta, rispetto allo standard toscano, di 352 decessi in più (66 maschi e 286 femmine). Sono i dati che mette nero su bianco Medicina Democratica (Md): dopo averli esaminati con l'epidemiologo genovese Valerio Gennaro dell'Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro (Ist), li presenta alla popolazione "così come sono" perché "parlano chiaramente da soli".

Maurizio Marchi, esponente del gruppo livornese di Medicina Democratica, segnala che riguardo al dato complessivo della mortalità femmine Livorno-Collesalvetti è "nel peggiore quintile. Peggio dell'area livornese - afferma - sta solo la Versilia, al suo pari (circa) l'area geotermica nord (Larderello Radicondoli), Follonica e l'Elba (con la presenza delle acciaierie, arsenico e inceneritore di Scarlino) e il sud della provincia di Grosseto (pesticidi, drenaggio della geotermia amiatina)".

Medicina Democratica mette l'accento anche sull'analisi della mortalità prematura, quella sotto i 65 anni. Nel nostro comprensorio si muore più facilmente del dato standard regionale prima di raggiungere quella soglia di età: il tasso specifico è "del 2,6% superiore alla media toscana" negli uomini (e questo significa 11 decessi in più rispetto al riferimento regionale) e "del 5,7%" fra le donne (e dunque 15 defunte under 65 in più in raffronto alla media toscana).

Non va meglio sotto il profilo della mortalità per tumori, insiste Medicina Democratica. Anche qui i dati di Livorno-Collesalvetti sono al di sopra della media toscana: il 4,1% in più fra i maschi (con 43 decessi per tumore in più a paragone dello standard toscano) e il 9% in più fra le donne (con 78 morti femminili per problemi tumorali in più in confronto alla Toscana).

Marchi torna anche sul lungo braccio di ferro con il sindaco per ottenere questi dati: spiega di averli avuti "quattro mesi dopo" direttamente dall'Asl. Medicina Democratica ricorda di aver chiesto "il 14 ottobre scorso al sindaco di Livorno i dati sullo stato di salute di livornesi e colligiani" in quanto - afferma Marchi - opera in qualità di "autorità sanitaria locale", come gli è riconosciuto dalla riforma sanitaria.

"In virtù di questa semplice e chiara disposizione di legge", Medicina democratica di Livorno e della Val di Cecina ribadisce di aver "richiesto ai sindaci della zona un referto epidemiologico, cioè i dati di mortalità, di ricoveri e di consumi di farmaci della popolazione dei rispettivi comuni".

Va detto - aggiunge - che "questi dati sono già presenti nei documenti delle Asl, elaborati in forma elettronica, quali strumenti minimi indispensabili per programmare e gestire la sanità nel rispettivo territorio". E sottolinea: trasmetterli "non costa niente, né ai sindaci né alle Asl, ma sono importanti alla popolazione per conoscere il proprio stato di salute, le criticità maggiori (legate in genere alle criticità ambientali) e difendersi: l'informazione è la prima prevenzione".

Medicina Democratica segnala che, "dopo vari solleciti e segnalazione al Difensore civico regionale", ha avuto "una risposta dal sindaco di Livorno assolutamente inadeguata ed evasiva, con dati vecchi ed inservibili".

Poi, quattro mesi più tardi, ecco gli stessi dati comunicati dall'Asl.

Mauro Zucchelli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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