Gioco
Una storia tormentata lo stesso film con la crisi di Telegate
E’ il 10 novembre 2005 quando a Guasticce viene tagliato il nastro al call center. All’epoca si chiama Telegate, la proprietaria è Seat che, dapprima, in concomitanza con la liberalizzazione del...
E’ il 10 novembre 2005 quando a Guasticce viene tagliato il nastro al call center. All’epoca si chiama Telegate, la proprietaria è Seat che, dapprima, in concomitanza con la liberalizzazione del servizio derivanti dal vecchio “12” (12.40,12.80 ecc), si sviluppa con contratti a progetto.
Sembra un settore in espansione, i servizi sono molto richiesti, le assunzioni si moltiplicano, seppur con contratto a progetto. «Nel 2007, anche in conseguenza della circolare del ministro del lavoro Damiano, la quale stabilisce che sui servizi inbound (servizi di ricezione) non è possibile applicare un contratto a progetto, arrivano le prime trasformazioni a contratto a tempo indeterminato - ricorda Filippo Bellandi, Rsu Cgil -. È dal 2008 che un nucleo fisso di persone lavora a tempo indeterminato, ai quali si sono aggiunte, nel corso del tempo, tante campagne di lavoratori interinali, mentre ultimamente, negli ultimi due anni, è entrato qualche lavoratore con chiamata a progetto».
I numeri attuali di People Care sono 450: 350 lavoratori “stabili” e un centinaio che “girano” tra contratti a progetto e interinali. Nel 2010 Contacta acquista il ramo di azienda di Telegate e suddivide il lavoro tra i 400 lavoratori che ha a Torino, con la società Voice Care, e gli altri 400 a Livorno con People Care. L'idea dell'imprenditore, al tempo anche amministratore delegato, Raffaele Moretti, era quello di differenziare le commesse, così ne arrivano due: Credem e Findomestic. Quest'ultima viene spostata a Torino, proprio mentre a Livorno nascono le prime difficoltà con Seat, in conseguenza al concordato preventivo a cui Seat va incontro per evitare il fallimento. Voice Care a Torino chiude, ma l’ariaccia si profila anche per People Care. Il resto è storia recente con gli allarmi lanciati dai sindacati e le scorse settimane le lettere di licenziamento a partire dal 1 giugno, giorno in cui scadrà la commessa di Seat.
Rosanna Harper
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
