Gioco
Lemmetti: macché venderle, apriamo una nuova farmacia
Ma il dossier sulle ex municipalizzate non incassa il consenso neanche del M5S Nel mirino le scelte su Aamps e bus («fanno a pugni con le linee di mandato»)
LIVORNO. «Negli indirizzi precedenti c'era la volontà di aprire due farmacie, ma temo che non rientri nel piano della Asl. Ne possiamo aprire soltanto una, vedremo come muoverci una volta che l'assessore Baldari riuscirà a sciogliere i nodi. Un modo per andare sostanzialmente in pareggio, mantenendo lo stesso personale». A dirlo è l'assessore al bilancio Gianni Lemmetti, al termine della seconda commissione consiliare che, ieri mattina, si è riunita per discutere del futuro delle società partecipate del Comune, della delibera “Piano operativo di razionalizzazione delle società e delle partecipazioni societarie”. Ma in commissione non ha ricevuto disco verde: oltre alle critiche delle opposizioni nonsono mancati rilievi anche da parte della maggioranza M5S rinviando tutto quanto all’esame in consiglio comunale (che dovrebbe riunirsi il 30 marzo).
«Per FarmaLi – ha aggiunto l'assessore Lemmetti - i nodi da sciogliere sono sempre gli stessi: il processo di acquisizione, e quindi di apertura di nuovi punti, di cui dovrebbe occuparsi l'assessore Baldari al commercio, e il magazzino centralizzato per cui dobbiamo trovare il modo di fornire una gestione diretta, e sui cui stiamo lavorando». Sulle farmacie l’amministrazione pentastellata ha cambiato radicalmente rotta rispetto al passato: le giunte Pd volevano vendere le farmacie municipali, ora il M5S vuole aumentarle.
A Cannito (Città Diversa) che, durante il dibattito, ha chiesto più volte chiarimenti rispetto al personale FarmaLi, Lemmetti ha risposto: «Il personale va riorganizzato. Abbiamo in programma di aprire due nuove farmacie. Ma – ha ripreso – potrebbe essercene soltanto una. Con il personale attuale, la riapertura di un nuovo punto vendita e con la ridistribuzione degli orari dovremmo farcela a riportare la società in utile».
La Liri, come si legge nella delibera, «è una società in stato di liquidazione dal 2014. Pur avendo un numero di dipendenti (due) superiore al numero di amministratori (uno), si presume la sua chiusura con la riassegnazione al Comune di Livorno delle quote possedute dalla società in FarmaLi, dopo aver completato il processo di contenimento dei costi di gestione finalizzato all'equilibrio economico della gestione del servizio (passaggio del personale ad Asa spa)».
Lemmetti, inoltre, ha fornito chiarimenti rispetto le partecipate Aamps e Atl-Ctt Nord per cui sono previsti, da delibera, passaggi di aggregazione: il servizio di Aamps andrebbe verso l'affidamento a RetiAmmbiente spa, società attualmente pubblica, mentre Ctt Nord si avvia verso una gara regionale per l'affidamento del servizio.
Ai consiglieri, opposizione e maggioranza, che hanno espresso contrarietà a tale proposito, parlando di contrasto tra quanto indicato in delibera e quanto racchiuso nelle linee di mandato, Lemmetti ha raisposto: «All'intero della delibera, nella parte formale, all'interno delle società Aamps e Atl-Ctt Nord, possiamo riportare, tenuto conto delle linee programmatiche di governo 2014/2019 approvate in consiglio comunale, il richiamo generale affinché la deliberazione sia conforme alle linee di mandato. Non si può fare una delibera che non è conforme alle linee di mandato, altrimenti non avrebbe senso».
Relativamente al caso Aamps, l’assessore ha fatto riferimento alla delibera con cui «il consiglio impegna il sindaco a mantenere in house l'affidamento dei servizi di gestione dei rifiuti». In risposta alla domanda di Cannito che ha chiesto chiarimento rispetto al futuro occupazionale dei lavoratori della Centrale del Latte Fi-Pt-Li spa per cui, insieme a Fidi Toscana Spa, è prevista la dismissione, Lemmetti ha concluso: «Ci sono delle condizioni che devono essere mantenute: lo stabilimento di Firenze deve rimanere, devono essere mantenute le garanzie occupazionali, infine deve essere mantenuta la filiera corta».
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