Indotto Eni, martedì sciopero
LIVORNO. Sono pronti a fermarsi di nuovo i 450 lavoratori che orbitano nell’indotto della raffineria Eni. Lo faranno martedì dalle 10 a mezzogiorno, se Paresa - la ditta che ha da poco sostituito la...
LIVORNO. Sono pronti a fermarsi di nuovo i 450 lavoratori che orbitano nell’indotto della raffineria Eni. Lo faranno martedì dalle 10 a mezzogiorno, se Paresa - la ditta che ha da poco sostituito la Comce nell'appalto della manutenzione e costruzione dei grandi serbatoi di idrocarburi - non tornerà indietro sui suoi passi sanando quella che il sindacato ha definito una gravissima discriminazione tra categorie di lavoratori.
La società dopo aver riassorbito il personale residente della Comce (ma non i trasfertisti) ha chiesto che i contratti in questione fossero a tempo determinato, legati alla durata dell'appalto, e cioè di due anni. I lavoratori hanno accettato, ma poi è emerso che agli impiegati è stato fatto un contratto di due anni, mentre agli operai di uno solo. Da lì un primo sciopero il 19 marzo e adesso il secondo.
La decisione di tornare a protestare è stata presa ieri mattina durante un’assemblea unitaria organizzata da Cgil, Cisl e Uil a livello intercategoriale, con tutte le imprese d'appalto coinvolte, trasportatori, chimici, metalmeccanici, edili, servizi di pulizie.
«Se entro martedì non arriverà una proposta di Paresa di assunzione alle stesse condizioni degli altri lavoratori, e non più discriminante, l’indotto si fermerà di nuovo - annuncia Davide Romagnani, della segerteria della Fiom Cgil -. Abbiamo chiesto a Paresa perché questa scelta di fare un contratto solo per un anno e ci hanno risposto che hanno sempre operato così, ma ci hanno anche assicurato che alla scadenza del primo anno li avrebbero poi rinnovati. Allora gli abbiamo chiesto di mettere per scritto questa disponibilità. Ma l’azienda ci ha risposto di no, che non poteva farlo. Questo comportamento, questo rifiuto di scrivere una disponibilità detta a voce - commenta Romagnani - lascia più di un sospetto, non può non farci temere che dietro ci sia dell’altro».
Durante lo sciopero i lavoratori si riuniranno in assemblea davanti ai cancelli della raffineria e - visto l’alto numero dei partecipanti alla protesta del 19 marzo, l’80% di astensione - non è escluso che il presidio possa creare disagi anche al traffico sull’Aurelia.
Il tema è caldissimo, soprattutto per il fatto che ci sono anche altri appalti in ballo, che potrebbero quindi cambiare, e che questi problemi potrebbero essere solo i primi di una lunga serie. «Ora serve l'aiuto di tutti i lavoratori dello stabilimento per fissare un livello minimo della dignità di ciascuno, specialmente ora - sottolinea Romagnani - che ci avviciniamo a grandi passi al rinnovo dei contratti in raffineria che potrebbe stravolgere lo scenario che conosciamo e cambiare la vita di ciascun lavoratore».
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