Attenzione
Dirigente comunale a Lucca finisce sotto processo
Per Pedonese presunti abusi edilizi nella trasformazione di un ex calzaturificio in case: il pm chiede la condanna
LUCCA. Simone Pedonese, nominato a dicembre dirigente del Comune di Livorno (all’edilizia privata), è sotto processo a Lucca per una vicenda che riguarda il periodo in cui era in servizio al municipio di Massarosa alla guida del settore urbanistica. Per lui la Procura ha chiesto ai giudici del tribunale di Lucca la condanna insieme al geometra comunale Marco Lippi, e per gli architetti e progettisti Luca Gabrielli e Spartaco Baratti (nove mesi e un’ammenda); per il costruttore Giacomo Fonio invece ha chiesto l’assoluzione.
Il processo riguarda il recupero dell'ex calzaturificio Massarosa in via Papa Giovanni XXIII (a due passi dagli uffici comunali). Un edificio acquistato a suo tempo dal colosso immobiliare Iffi, che vi realizzò 60 appartamenti. Poi sequestrati nel 2010 per presunti abusi edilizi dopo un'indagine della Forestale. Inchiesta che ha portato a un procedimento penale con cinque imputati, tutti accusati, appunto, di abuso edilizio. Nel frattempo gli appartamenti sono stati dissequestrati e, per quanto riguarda quelli ancora liberi (più della metà erano già stati venduti) rimessi sul mercato.
La vicenda del sequestro fece scalpore, anche perché buona parte degli appartamenti erano già stati piazzati: una coppia tornò dal viaggio di nozze e si ritrovò senza casa. Un'operazione, quella dell'ex calzaturificio, da svariate decine di milioni di euro. Ma che per la Procura di Lucca - coadiuvata nelle indagini dal Corpo forestale dello Stato - fu commessa in maniera illecita. Con presunti abusi edilizi legati alle distanze tra confini, altezze e zone a verde. Accuse che portarono a un maxi-sequestro, nel marzo del 2010, dell'intera struttura.
Nel corso del processo sono stati ascoltati numerosi testimoni e consulenti del pubblico ministero, chiamati a far luce su una vicenda molto complicata dal punto di vista tecnico. Nel gennaio 2014 il tribunale ha disposto una perizia, affidata all'ingegner Valerio Cutini. E sulla base di questa perizia svolta dall'ingegner Cutini, oltre che sulle relazioni dei tecnici della Procura (che secondo i difensori hanno smontato buona parte delle accuse), gli avvocati difensori Graziano Maffei e Franco Frati hanno avanzato richiesta di dissequestro. Accolta nell'ottobre scorso dal tribunale col parere favorevole dei pm Antonio Mariotti ed Elena Leone. Ieri le richieste della Procura; l'8 maggio la sentenza. (m.tu.)
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