Il Tirreno

Livorno

"Coop aperta il 25 Aprile? Noi diciamo stop"

"Coop aperta il 25 Aprile? Noi diciamo stop"

Suscita un gran dibattito nella sinistra la scelta della Coop di tenere aperto nel giorno della festa della Liberazione. Ecco una carrellata di prese di posizione da parte di chi vuole che quel giorno non sia come tutti gli altri

4 MINUTI DI LETTURA





[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.11122876:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2015/03/26/news/la-coop-ecco-perche-apriamo-il-25-aprile-1.11122876]]

RASPANTI (BUONGIORNO LIVORNO): La Proletaria pensa a carriera e business. Quindi la Coop ha davvero smarrito la strada di casa ed è senza speranza di ritorno? Strano modo di festeggiare la Liberazione italiana dal nazifascismo (e nello specifico la ricorrenza del suo settantesimo anniversario) quello di prevedere un'apertura straordinaria per il 25 aprile. Strano davvero. Incomprensibile se non nell'ottica del mero profitto, che non dovrebbe, in linea di principio, appartenere all'etica del mondo cooperativo. Invece di incoraggiare la partecipazione dei dipendenti alle iniziative di celebrazione in programma, la Coop non trova di meglio da fare che aggiungere l'ennesima apertura straordinaria a un già troppo lungo elenco di giorni festivi non rispettati: lungo per i lavoratori e le lavoratrici (e per le loro famiglie mai riunite); lungo per i piccoli commercianti, ai quali le aperture straordinarie costano troppo e fanno guadagnare troppo poco. Business as usual, insomma. Anche la Proletaria ha fatto carriera, e pare provare vergogna o non avere memoria delle sue nobili origini.

RIFONDAZIONE COMUNISTA: la Liberazione non è un giorno qualsiasi. Stando al sito di Unicoop Tirreno, molti punti vendita Coop della città di Livorno e di tutta la provincia il 25 aprile saranno aperti. Presumibilmente non saranno coinvolti solo i lavoratori e le lavoratrici Coop, ma anche gran parte dei fornitori della loro filiera. È inaccettabile che queste lavoratrici e lavoratori non possano festeggiare il giorno della liberazione d'Italia dal nazifascismo. Questo comportamento è figlio della rimozione dei fondamenti antifascisti della Repubblica, portato avanti con solerzia negli ultimi vent'anni. Il 25 aprile non è un giorno come gli altri, e le cooperative non dovrebbero seguire la logica del profitto a tutti i costi: questo i dirigenti di Unicoop Tirreno dovrebbero saperlo bene. Dovrebbero; ma evidentemente c'è bisogno che qualcuno glielo ricordi. Invitiamo quindi le socie e soci coop, assieme a tutte le cittadine e i cittadini della provincia, ad unirsi a noi e a quanti in queste ore stanno esprimendo pubblicamente l'indignazione per questa "apertura straordinaria"; riservandoci, oltre alla campagna di informazione che abbiamo già iniziato, ulteriori iniziative nel caso in cui questa scelta vergognosa non venga revocata.

[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.11115307:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2015/03/25/news/coop-aperta-a-livorno-per-la-prima-volta-il-25-aprile-l-usb-accusa-1.11115307]]

TERRENI (PENSIONATI CGIL): Negozi tutti chiusi in nome della memoria. La Lega Spi-Cgil quartieri Nord nell'apprendere dalla stampa che la Coop , comprese le filiali provinciali, in occasione della “Festa della Liberazione” ( 25 Aprile) rimarrà “ aperta alla vendita” si dichiara avvilita e contrariata che una ricorrenza di così immenso valore sia inficiata dai venti “liberisti” che ormai da tempo soffiano sulla nostra Nazione. Proponiamo, altresì, che il 25 aprile prossimo “ tutte” le realtà della distribuzione nella nostra Provincia, dovrebbero rimanere rigorosamente chiuse, perché la “ memoria storica” dell'Antifascismo e della Liberazione, è intoccabile, in quanto monito per le generazioni future.

USB UNICOOP TIRRENO LIVORNO: scelta disgustosa legata al profitto. Stentiamo a crederci, ma l'hanno scritto davvero. Unicoop Tirreno ha risposto alle polemiche sui negozi aperti il 25 Aprile dicendo che loro credono nei valori della festa della Liberazione ma, siccome quest'anno cade di sabato, rimarranno aperti in quanto giorno importante per raggiungere "vendite e ricavi" (testuale). Come dire, in pratica, che in passato sono sempre rimasti chiusi solo perché capitava in giorni con basse vendite, e non certo per una scelta etica (come invece scrivevano sui giornali con la ipocrita campagna pubblicitaria "Chiusi per scelta"). Un concetto disgustoso, questo del legare l'apertura al giorno altovendente, di cui i nostri dirigenti dovrebbero solo vergognarsi.

Che misero ragionamento è infatti quello secondo cui una festa come la Liberazione si rispetta solo se cade in giorni in cui le vendite sono basse, ma invece si può ignorare se l'incasso che si prevede è alto? Per giustificare questa apertura hanno praticamente ammesso senza troppi problemi che prima vengono i guadagni, e dopo (forse) i valori. Quei valori che la nostra azienda sta perdendo ogni giorno di più, smascherando tutta l'ipocrisia di quella retorica costruita sull'ormai da tempo inesistente concetto di "distintività cooperativa".

Ma l'ipocrisia non finisce qui. Sul concetto della volontarietà abbiamo già spiegato nel nostro precedente comunicato che anche per altre festività passate è accaduto che all'inizio venivano introdotte con cautela attraverso il principio della facoltatività, ma poi puntualmente dall'anno successivo diventavano aperture fatte passare come "normali". Un modo, insomma, per far digerire piano piano ai lavoratori quello che in sostanza è semplicemente l'abbattimento di un muro che prima pareva essere inattaccabile. Coop dice che quelle date sono escluse "se non diversamente contrattate in casi eccezionali". Ecco, con chi l'hanno contrattata questa apertura? C'è un accordo? Un verbale? Un'intesa? Un patto? Cosa dicono Cgil-Cisl-Uil (organizzazioni firmatarie dell'integrativo aziendale il cui consenso è a questo punto necessario e decisivo per dare l'ok a questa apertura)?

Una risposta a queste domande ci arriva dal segretario livornese della Filcams-Cgil Franco Franceschini il quale, sostanzialmente legittima questa apertura tirando fuori discorsi sulla positiva (per lui) monetizzazione di questa giornata e dicendo (come già altre mille volte in passato) che praticamente dobbiamo ringraziare che lavoriamo. Non una parola sui valori del 25 Aprile, non una frase sulla deriva selvaggia delle aperture festive nel commercio. Se non lo conoscessimo bene da anni, ci stupiremmo del suo presentarsi senza pudore come il portavoce dell'azienda anziché come un sindacalista. Fortunatamente pare che alcuni suoi delegati Cgil nei negozi la pensino diversamente e siano intenzionati a prenderne ufficialmente le distanze attivandosi per dire no a questa apertura, vedremo. Giù le mani dal 25 Aprile.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web