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Caso Rsa, Unicobas ai confederali «Dite solo bugie»
«L'attacco personale e le minacce di cui sono stato oggetto con quelle dichiarazioni al Tirreno mi onorano ma c'è un piccolo particolare di cui forse Cgil, Cisl, Uil e le cooperative sociali che...
«L'attacco personale e le minacce di cui sono stato oggetto con quelle dichiarazioni al Tirreno mi onorano ma c'è un piccolo particolare di cui forse Cgil, Cisl, Uil e le cooperative sociali che gestiscono Pascoli e Villa Serena non sono a conoscenza: l'esposto inviato all'ispettorato del lavoro porta anche la firma di 25 lavoratrici e lavoratori delle suddette cooperative». Claudio Galatolo, segretario del sindacato di base Unicobas, replica così alle organizzazioni sindacali confederali e ai vertici delle cooperative Di Vittorio, Agape e Cuore nello scontro che riguarda la situazione dei lavoratori a Villa Serena e al Pascoli.
Galatolo - che aveva parlato di riduzione in schiavitù dei lavoratori - tiene alti i toni e accusa Cgil, Cisl e Uil di dire bugie. «Quella più eclatante - tiene a sottolineare - la dicono quando affermano che «ogni accordo è stato sottoposto all'approvazione dell'assemblea dei lavoratori»: in realtà – mette in evidenza l’esponente del sindacato di base – dopo una prima assemblea informativa fatta prima dell'accordo del giugno scorso, dove tra l'altro vennero date informazioni non corrispondenti a quello che poi venne sottoscritto, nessun'altra assemblea sindacale si è svolta a Pascoli e villa Serena, neanche a titolo informativo, nonostante le ripetute richieste del personale».
L’attacco è frontale: «Che la cooperativa Quadrifoglio, nonostante il rapporto di lavoro full-time, pagasse i lavoratori ad ore sicuramente non era regolare ma c'è da chiedersi come mai nei 14 anni in cui questo è accaduto i sindacati confederali hanno sempre avallato questo operato», è l’accusa che arriva da Galatolo.
«Il problema – ribadisce – è che adesso questi sindacati concertativi permettono di fare la stessa cosa, cioè il pagamento a ore, alle cooperative Agape, Di Vittorio e Cuore con l'aggravante che il rapporto di lavoro è stato declassato da full time a part-time e questo passaggio è avvenuto in modo forzoso, pena la non riassunzione, grazie ad un accordicchio da loro sottoscritto».
Non è vero, secondo quanto riferisce Galatolo, neanche che la riduzione degli orari contrattuali sia frutto delle richieste dei lavoratori: «Una illazione priva di fondamento». (g.c.)
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