Il Tirreno

Livorno

Tombe devastate a Nugola, danni per ottomila euro

di Lara Loreti
Una delle tombe prese di mira a Nugola: via marmo e vasi di ottone e rame
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Una delle tombe prese di mira a Nugola: via marmo e vasi di ottone e rame

Collesalvetti, il paese sotto choc e l’amministrazione valuta se installare telecamere

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LIVORNO. Ammonta ad ottomila euro la stima dei danni alle tombe prese di mira dai ladri vandali nel cimitero di Nugola. Un episodio che ha scioccato gli abitanti della zona. “...o materna mia terra; a noi prescrisse il fato illacrimata sepoltura”. Il poeta dei Sepolcri, Ugo Foscolo, all’inizio del 1800 nella sua A Zacinto, decantava la sacralità della terra dove riposa il corpo dei defunti. Una inviolabilità, celebrata nei secoli, che dieci giorni fa è stata infranta nel camposanto di Nugola da un atto vandalico denunciato dalla stessa amministrazione di Collesalvetti. Tutte le tombe sono state danneggiate, alcune in maniera importante, altre meno. Il marmo è stato rotto, molto probabilmente con un arnese tipo piccone, mentre i vasetti di ottone utilizzati per i fiori sono stati portati via. Scassinato anche il cancello di ingresso del camposanto: il lucchetto è stato tranciato.

In questi giorni, l’amministrazione di Colle, insieme ai tecnici, ha valutato il danno, sia quello pubblico sia quello dei privati. Dalla stima è venuto fuori che il Comune dovrà provvedere al pagamento di circa tremila euro per i danni alle parti comuni mentre le famiglie, le cui tombe sono state scalfite, hanno subìto danneggiamenti per 5mila euro. Tanti soldi, ma la parte peggiore è un’altra: da un lato c’è il fatto che sia stato attaccato un terreno sacro, per un bottino oltretutto scarso, dall’altro colpisce la vulnerabilità del territorio. Il furto-atto vandalico di Nugola infatti, porta all’evidenza il problema della sicurezza, soprattutto nelle notturne. Nel paese la polizia municipale fa la vigilanza solo di giorno; i carabinieri, invece, attivi anche di notte, devono dividersi in un territorio molto vasto. Lo sottolinea l’assessore ai lavori pubblici di Colle, Roberto Menicagli, che sta seguendo la vicenda. «Si parla di 110 chilometri quadrati, un’area più ampia di quella livornese - dice l’amministratore - Controllarla tutta, con le risorse che abbiamo a disposizione, è impossibile. E quello della spending review non un problema nostro, ma nazionale».

Sul caso sta lavorando la polizia municipale, ma risalire ai responsabili non è facile anche perché in zona non ci sono telecamere. L’amministrazione aveva preso in considerazione la possibilità di installarle nel cimitero, ma non ci sono abbastanza soldi: «Le telecamere a Colle le abbiamo messe nelle zone più a rischio, come ad esempio, parchi giochi, piazze e così via. Il cimitero finora non era mai stato considerato a rischio e le risorse in bilancio sono limitate in questo senso - dice l’assessore - Del resto nessuno avrebbe mai immaginato un gesto del genere: per noi è inqualificabile e non ha precedenti in paese».

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