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«Livorno sarà area di crisi complessa»

«Livorno sarà area di crisi complessa»

L’annuncio del viceministro De Vincenti al tavolo con istituzioni e sindacati. Simoncini: c’è l’ok politico, ora si può ripartire

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LIVORNO. Il governo ha dato il via libera al riconoscimento di area di crisi complessa per Livorno. Ad annunciarlo, ieri, è stato il viceministro Claudio De Vincenti, al termine della riunione convocata a Roma per parla del futuro dei lavoratori del call center di Guasticce. Al tavolo erano seduti i sindacati e i rappresentanti delle istituzioni locali: Regione, Provincia, Comune di Livorno, Comune di Collesalvetti. E subito dopo l’annuncio, l’assessore regionale al lavoro, Gianfranco Simoncini, ha rilanciato su Twitter: “#accordoperlivorno concessa l’area di crisi complessa”.

«De Vincenti, che nell’ultimo incontro con il governatore Rossi si era impegnato a confrontarsi con il ministro Guidi sulla possibilità di garantire il riconoscimento – riferisce poi Simoncini – ci ha informato che la decisione politica è stata positiva e ora gli uffici del ministero stanno lavorando alla procedura necessaria per arrivare al decreto». Livorno, chiarisce l’assessore, sarà riconosciuta area di crisi complessa insieme ad altre cinque realtà italiane, compresa Piombino: Trieste, Taranto, Rieti e Termini imerese.

Cosa cambia, nel merito? «Se per le aree di crisi ci sono possibilità di finanziamento – spiega l’assessore regionale – per le aree di crisi complessa sono previsti percorsi accelerati e riserve di finanziamento. Questo riconoscimento è una sorta di “autostrada” e aiuta anche ad avere i soldi che stiamo chiedendo al governo per l'accordo di programma per il rilancio del territorio». Un passaggio non scontato, considerando che nella provincia di Livorno c’è già un’altra area ad “allarme rosso”, quella di Piombino.

«Non posso che esprimere grande soddisfazione – aggiunge quindi Simoncini – per una decisione che accoglie la richiesta da tempo avanzata dalla Regione. La giunta regionale aveva fatto la prima richiesta nel 2012, poi l’aveva riproposta nel 2014, quando era uscito il nuovo decreto sulle aree di crisi complessa. Livorno aveva i requisiti richiesti: la perdita di un numero di posti di lavoro enorme, soprattutto in un settore specifico come quello dellautomotive, e la presenza di problematiche ambientali, con Sin e Sir. Ora è arrivato il via libera politico al riconoscimento che può davvero aiutare la città a ripartire».

«Stiamo correndo – chiosa l’assessore – per dotare Livorno di tutti gli strumenti necessari: in consiglio regionale abbiamo appena approvato il bilancio che prevede l'autorizzazione al mutuo da 200 milioni per la Darsena Europa, abbiamo finanziato i 5 milioni per il polo tecnologico/incubatore di impresa nelle aree ex Trw, 9 milioni per lo scavalco tra porto e interporto, 10 milioni per il sostegno alle imprese che investiranno nell’area livornese, con abbattimento dell’Irap. Abbiamo completato il riconoscimento regionale delle aree di crisi (Piombino Livorno e Massa) e in ogni bando regionale ci sarà, per queste, una riserva finanziaria specifica».

Juna Goti

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