Il Tirreno

Livorno

Amianto, siamo i primi per i numeri di ammalati

di Roberto Cestari
Amianto, siamo i primi per i numeri di ammalati

Il dato emerge nel convegno organizzato in Comune dall’Osservatorio Nazionale «Molti casi di mesotelioma, tumori e asbestosi, legati alla cantieristica e al porto»

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LIVORNO. Prima provincia in Italia, con la città che assomma la maggior parte dei casi per il mesotelioma, il tumore della pleura causato dall’esposizione all’amianto, con 15 episodi conclamati, ma anche oltre 100 vittime negli anni precedenti, per i quali è stata riaperta un’indagine nell’ambito portuale, dove sono anche già partite le diffide per 10 richieste di risarcimento.

Ecco i numeri emersi ieri pomeriggio durante il convegno sull’emergenza sanitaria e la tutela legale per chi è rimasto esposto all’amianto, un killer che ha mietuto e sta mietendo ancora migliaia di vittime in tutta Italia. Con Livorno e provincia tra le più colpite. Il convegno, organizzato dall’Ona, Osservatorio nazionale amianto, e patrocinato dal Comune, ha visto dapprima, dopo il saluto del sindaco Filippo Nogarin - che ha sottolineato come il Comune si stia adoperando per individuare ed eventualmente eliminare e smaltire eventuali presenze di amianto dagli edifici pubblici, in particolare dalle scuole - gli interventi di esponenti politici del M5S, la senatrice Sara Paglini e il deputato Alberto Zolezzi, mentre le conclusioni sono state tratte da Giacomo Giannarelli, il candidato grillino alla presidenza della Regione, che poi ha visitato i quartieri nord e il porto. Ma, di fronte ad un numeroso pubblico composto in gran parte da operai e soprattutto pensionati, che la questione amianto la stanno vivendo sulla propria pelle, l’iniziativa nella sala consiliare è vissuta sulle parole del presidente dell’Ona, avvocato Ezio Bonanni, e di chi ha testimoniato in prima persona la drammatica esperienza che sta vivendo, oltre a medici e avvocati che si stanno occupando di questo problema.

I numeri del dramma. Anche se, come è stato specificato durante il convegno, non esistono ancora numeri epidemiologici precisi in materia, Bonanni ha fornito dei numeri estremamente pesanti per la nostra provincia e in particolare per Livorno città «dove le lavorazioni al cantiere navale e e in porto, con grandi presenze di amianto, hanno creato un cocktail esplosivo anche per la popolazione». Le conseguenze di possono leggere nei numeri forniti dal presidente dell’Osservatorio: circa 100 casi di malattie derivate da esposizione all’amianto, con una ventina di casi di mesotelioma, 20 di tumore al polmone che si ritiene correlato all’esposizione e 75 casi di abestosi e placche pleuriche, ovvero presenza di fibre nei polmoni che provocano gravi difficoltà respiratorie. Ma c’è di più: Bonanni spiega che grazie all’opposizione dell’Ona all’archiviazione che era sopraggiunta per la morte dell’indagato (Italo Piccini), è stata riaperta l’inchiesta su due decessi avvenuti in ambito portuale, aggiungendo che riguarderà comunque un centinaio di decessi avvenuti a Livorno, anche in altre realtà, che si ritengono collegati a questa problematica. Inoltre, ha aggiunto Bonanni, sono già partite le diffide per risarcimento danni per 10 casi di esposizione nei confronti dell’Autorità portuale, diffice che in caso di mancato accoglimento, diventeranno azioni legali vere e proprie. Il presidente Ona ha ricordato in conclusione che per questi casi non c’è scadenza alle richieste di benefici contributivi.

Scuole a rischio. Il sindaco Nogarin ha espresso nel suo intervento la necessità che «tutti facciano la loro parte contro questa emergenza», e sottolineato la volontà di bonificare dall’amianto gli edifici pubblici livornesi, in particolare le scuole. A questo proposito, comunque la vicesindaco e assessore con delega alla scuola, Stella Sorgente, ha spiegato che il problema amianto, nelle scuole livornesi, è decisamente circoscritto, e non certo ai livelli dell’Iti “Da Vinci” di Firenze, dove secondo quanto ripetuto al convegno, bisogna muoversi con cautela per il rischio di sollevare fibre di amianto. «Il problema è quello generale della sicurezza di alcuni edifici - ha sottolineato Sorgente - e per questo abbiamo già in programma una serie di interventi che speriamo siano finanziati dalla Regione».

Polemiche politiche. Come detto, al convegno hanno preso parte alcuni esponenti e parlamentari a 5 Stelle: oltre ad illustrare il disegno di legge in materia elaborato dai pentastellati, non sono mancate le polemiche nei confronti del governo e del Pd, accusati di «comportamenti che non tutelano a dovere le vittime dell’esposizione all’amianto e oltretutto non danno indicazioni adeguate per la tutela della salute pubblica e per un corretto smaltimento dell’amianto, con il rischio che alla fine diventi un nuovo affare per qualcuno».

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