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Livorno

Badanti, sempre più le italiane e spuntano gli uomini

Badanti, sempre più le italiane e spuntano gli uomini

Crescono le associazioni che forniscono assistenza, definiti anche i salari. Nel nuovo contratto collettivo si va da un minimo di 858 fino a 1361 al mese

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LIVORNO. Crisi o non crisi, la richiesta di badanti non cala: su altre spese si può anche tagliare, ma certamente non quando si tratta della persona da mettere a fianco di un familiare anziano o malato; e dunque chi è in difficoltà economica riduce caso mai le ore di assistenza, ma quasi mai rinuncia a un aiuto esterno. Di nuovo c'è semmai che la badante oggi non è più solo straniera: anche donne italiane - e talvolta uomini - si dicono disponibili a un lavoro fino a pochi anni fa un po' snobbato e che ora si rivela invece una professione appetibile e sicura, visto il rapido invecchiamento della popolazione (in particolare in Toscana, regione ad alto tasso d’anziani). Gli italiani dunque si fanno avanti non solo perché di questi tempi qualsiasi occupazione va bene, ma anche perché l’immagine dell’assistente familiare si sta gradualmente trasformando.

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Sono molte le cose cambiate negli ultimi anni, a cominciare dai canali di ricerca: siamo passati da una fase in cui le famiglie basavano la loro scelta sul passaparola e sul giudizio dell'amica o della zia, a una situazione più organizzata e strutturata. La badante oggi è per così dire “certificata”. Basta fare una piccola ricerca online e ci si rende conto che sono tante le associazioni, le cooperative sociali, i patronati e i caf che propongono persone esperte e referenziate, tenendo anche, in molti casi, dei registri interni. Gli stessi centri per l'impiego hanno degli “elenchi di assistenti familiari” a cui si può attingere. Insomma, questo segmento del mercato del lavoro sta acquistando un'importanza nuova e si cerca quindi di rafforzare la rete di soggetti che vi operano: le associazioni si dotano così di staff specializzati, in grado di stipulare contratti, affrontare questioni legali, verificare che le referenze siano veritiere, e nel caso delle straniere, che tutti i documenti siano in regola.

Ma non basta garantire serietà e affidabilità: la badante è sempre più spesso una professionista che ha almeno frequentato un corso di base e ha qualche nozione di tipo infermieristico. La Regione dal 2013 ha stanziato 1,4 milioni di euro per formare come assistenti familiari 200 disoccupati (o inoccupati), e le associazioni - in prima linea le Misericordie - organizzano spesso incontri, anche con lezioni su temi specifici come l'Alzheimer o la rianimazione cardio-polmonare. Non manca poi chi ha titoli specifici come quello di operatore socio-sanitario (oss) oppure operatore socio-assistenziale (osa) o addirittura, in alcuni casi, la laurea da infermiere,segno che c'è una richiesta in questo senso.

Più difficile di qualche anno fa perciò incappare in brutte sorprese: le famiglie sono assai più tutelate quando affidano un loro caro a un estraneo, così come sono più tutelate le badanti. Una larga fascia di “nero” inevitabilmente resta, in un settore tanto fluido e difficile da controllare, ma si sta certamente riducendo con l'entrata in scena di associazioni che propongono soltanto personale regolare.

Il contratto collettivo nazionale ha fissato i salari minimi per il 2015: chi, senza avere certificazioni, assiste persone autosufficienti - lavorando un massimo di 54 ore alla settimana - guadagna almeno 845 euro al mese. Chi si occupa di una persona non autosufficiente arriva a 958. Chi poi ha una formazione specifica (ad esempio la qualifica di osa) sale come minimo a 1184 euro. Chi infine presta assistenza notturna - e non si parla qui della semplice presenza - gode di salari più alti: 972 e 1.102 euro nel caso di persone autosufficienti (a seconda che la badante sia o no formata) e 1361 euro nel caso di assistenza a persona non autosufficiente. Questo per quanto riguarda i lavoratori conviventi, che quindi non hanno spese per alloggio e vitto. Per chi invece non abita insieme all'assistito è prevista una paga oraria che oscilla dai 6 euro (5,98 per la precisione) agli 8.

«Alcune famiglie di recente si sono rivolte a noi per chiederci uomini - spiega Giuseppe Agosta, presidente dell'associazione “Amico dell'anziano” che ha sede a Prato ma opera in tutta la Toscana con il servizio Sportello badante - perché servivano braccia maschili per gestire una persona obesa che non si alzava dal letto e doveva essere sollevata di peso. Di solito però si preferiscono le donne perché tra i compiti di una badante c'è anche quello di cucinare, di pulire e tenere dietro alla casa». Su 15 assistenti di base iscritti nel registro dell’associazione ci sono anche tre italiane.

Cooperative e caf si occupano poi di disbrigare pratiche e stipulare i contratti con l'Inps: «Se ci viene richiesto - spiega Cecilia Banchetti delle Acli di Livorno - prepariamo anche la busta-paga che non è obbligatoria ma raccomandata». (g.v.)

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di Redazione web