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Il voto sui nomi salta nella direzione del Pd

Il voto sui nomi salta nella direzione del Pd

Frizioni sulla proposta di candidare Gloria Giani: dito puntato sulle dichiarazioni pre-ballottaggio e la replica di Bacci. Partita raccolta firme: domani la consegna

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LIVORNO. Alla fine la direzione del Pd riunita martedì sera fino a notte fonda non ha votato la lista dei cinque candidati alle regionali proposta da Lorenzo Bacci. O meglio, ha fatto sua la relazione del segretario, ma non ha votati i singoli nomi, come aveva chiesto l’area di sinistra, con Leonard Conforti.

Va detto che la votazione vera e propria (quella che servirà a certificare la lista da mandare a Firenze) potrà arrivare solo dopo la presentazione delle firme e la formalizzazione delle candidature. E con questa motivazione alla fine il voto palese sui nomi non c’è stato.

Ma va detto anche che il pronunciamento formale dei presenti avrebbe concretizzato le critiche emerse nel corso dei vari interventi rispetto alla proposta di candidare l’imprenditrice marittima Gloria Giani.

Come abbiamo anticipato ieri, il segretario ha fatto questi nomi: Francesco Gazzetti, Gloria Giani, Simone Franchi, Serena Biserni e Gloria Cecchi. Per essere davvero in corsa, entro domani dovranno consegnare 120 firme raccolte tra gli iscritti (lo stesso vale per chiunque voglia farsi avanti). A quanto risulta tutti hanno ritirato i moduli, anche Giani.

Sulla sua candidatura, martedì, è partito il fuoco incrociato. Non solo dall’area di sinistra. Anche se non sono mancate note a favore della proposta di Bacci, la maggior parte degli intervenuti ha sottolineato di non sentirsi rappresentata politicamente da questa candidatura, puntando il dito contro le dichiarazioni che Giani aveva rilasciato al Tirreno alla vigilia del ballottaggio tra Ruggeri e Nogarin. Giani aveva detto che al primo turno non aveva potuto raggiungere le urne, ma avrebbe votato Raspanti. E aveva aggiunto un «no» a Grillo ma un «mi incuriosisce» rispetto a Nogarin». «Mi diverte – aveva sottolineato – l’idea del ballottaggio, è uno choc contro le certezze inox» e «serve un sussulto perché il porto rischia di sprofondare nei giochini di potere».

«Forse – ha replicato Bacci ai suoi – ha detto le parole che in quel momento molti livornesi pensavano, altrimenti non avremmo perso». E in direzione ha difeso la sua decisione, evidenziando l’«apertura alla società civile» e la scelta di fare anche il nome «di una donna che conosce bene il porto» e «si riconosce nel nuovo corso del Pd, altro che di destra...». Ed ecco come ha commentato all’indomani il renziano Alessio Ciampini: «Il segretario Bacci si è assunto personalmente e totalmente l'onere della scelta di alcuni nomi» e oggi «contano per me idee chiare e parole d'ordine del progetto politico per non lasciare tutto a uno scontro tra tifoserie».(j.g.)

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di Redazione web