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Livorno

RABBIA OPERAIA: IN BILICO LA CONFERMA

Drass, otto lavoratori rischiano il posto «Colpa del sottopasso»

Drass, otto lavoratori rischiano il posto «Colpa del sottopasso»

LIVORNO. «Mi domando per quale assurdo motivo io stia rischiando di restare senza lavoro per via di un sottopasso che taglierà in due la fabbrica dove ho un contratto a tempo determinato. Eppure so...

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LIVORNO. «Mi domando per quale assurdo motivo io stia rischiando di restare senza lavoro per via di un sottopasso che taglierà in due la fabbrica dove ho un contratto a tempo determinato. Eppure so che l’azienda si è fatta avanti proponendo al Comune e alle Ferrovie una soluzione che costa meno ed è più razionale». No, non si dà pace Mirko Pasquini, verniciatore alla Drass: il titolare ha chiamato otto addetti con assunzione a termine e ha detto che c’è un forte rischio di non riconfermarli. I guai con la storia del sottopasso hanno creato tali e tanti problemi che è sfumato un lavoro importante e l’azienda deve stringere la cinghia.

«Avevamo la prospettiva – dice – di vedere il contratto trasformato a tempo indeterminato. Invece...». A parlare è Domenico Leotta, perito elettrotecnico, anche lui uno degli otto a rischio di non-riconferma.

Tanto l’uno come l’altro hanno alle spalle storie lavorative tutt’altro che semplici, eppure così simili a mille altre. Pasquini, 46 anni, lavora «da quand’ero un ragazzo, come magazziniere, in proprio come benzinaio, nelle spedizioni ma anche sulla strada con pala e piccone nei cantieri Enel»: si è lasciato alle spalle il fallimento della ditta dove lavorava («dovevo avere più di diecimila euro, dopo nove anni ne ho visti 800»). «E – aggiunge – ora finalmente avevo trovato una azienda dove ti pagano il giorno stabilito, non succede mica spesso di questi tempi».

Leotta, invece, il fallimento della ditta della quale era dipendente l’ha sperimentato «in una società di impianti elettrici nell’indotto del Cantiere Orlando», poi è finito alla Delphi che però ha chiuso lo stabilimento. «Nella mia vita lavorativa mi sono cadute diverse tegole addosso, – aggiunge – qualche volta sono stato invece io a andarmene per migliorare la mia posizione. Quando sono arrivato alla Drass, ho visto finalmente che c’era una prospettiva: bisognava lavorare sodo ma l’azienda era in espansione. Mi sembra incredibile che tutto debba andare a scontrarsi contro questo benedetto problema del sottopasso».

I due lavoratori («ma siamo portavoce di tutto il gruppo degli otto in bilico») raccontano che il piazzale dell’azienda è stato occupato in buona parte dal cantiere del sottopasso: «Con urgenza, – dicono – ma urgenza di che? Semplicemente ci impediscono di lavorare e mettono nei guai quelli come noi che ora rischiano di rimanere a terra: non si è mai visto nessuno in quell’area. Eppure i piazzali ci servono perché quando muoviamo una camera iperbarica deve venire la gru di Bettarini, figuriamoci se non ci serve lo spazio».

I due di Drass sono portavoce anche di una preoccupazione che riguarda anche il complesso delle maestranze: «Ora siamo noi a subire perché abbiamo i contratti a termine ma – dice Leotta – anche chi ha il contratto a tempo indeterminato non è più tanto tranquillo. E tutto perché? Per un sottopasso che potrebbe essere sistemato assai meglio...».(m.z.)

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