Il Tirreno

Livorno

Toto-Authority, per Livorno ora spunta il nome di Pasqualino Monti

Mauro Zucchelli
La sede dell'Autorità Portuale di Livorno
◗
La sede dell'Autorità Portuale di Livorno

Cosa cambia dopo il ciclone delle dimissioni del ministro Lupi, l'uomo che formalmente aveva in mano la nomina del presidente dell'Autorità portuale (in tandem con il governatore Rossi)

2 MINUTI DI LETTURA





[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.11084032:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2015/03/21/news/dopo-le-dimissioni-di-lupi-il-rebus-riforma-e-il-toto-nomine-1.11084032]]

LIVORNO. Il ciclone che ha portato alle dimissioni il ministro Lupi (e che ha parecchio a che fare anche con il suo no a farsi portar via da Palazzo Chigi la struttura di missione che ha in pugno i grandi appalti) incrocia il cammino del toto-nomina per il vertice dell'Authority livornese.

Da un lato, tutto cambia: perché era Lupi che aveva in mano la penna per firmare il decreto di nomina ed era lui che, come riferito dal sindaco Nogarin (che a Roma ha incontrato il capo-segretario di Lupi, Marcello Di Caterina, ex deputato Pdl), aveva preso l'impegno di mandare a Livorno un commissario ma in forma soft, cioè pescandolo fra i nomi indicati dalle istituzioni locali.

[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.10961787:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2015/03/01/news/spunta-l-authority-unica-ma-a-roma-1.10961787]]

Dall'altro, nulla cambia: perché gli attori dovrebbero restare gli stessi, visto che per l'uno (il governatore Rossi) è plausibile la rielezione e, quanto all'altro (il premier Renzi), ministro o non ministro, tutte le nomine comunque passano dalla sua scrivania, a maggior ragione adesso che ha assunto l'interim del dicastero ed è intenzionato ad affidarlo al più stretto giro di collaboratori come Delrio o Lotti.

E' in questo scenario che dalle colonne genovesi del “Secolo XIX” rimbalza l’ipotesi che a guidare l’Authority livornese arrivi Pasqualino Monti, adesso al timone di quella di Civitavecchia (in una città che, per curiosa coincidenza, è anch’essa in mano a un sindaco-ingegnere M5S). Monti, appena nove mesi più vecchio di Renzi, a Civitavecchia ha in corso progetti con grossi investimenti (di big come Grimaldi) e ha in vista la riconferma con un plebiscito bipartisan di indicazioni, lui che all’inizio della rapidissima ascesa sembrava vicino al centrodestra di Gianni Letta (e di Moscherini, la cui presenza è stata notata a più riprese a Livorno).

[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.11026217:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2015/03/11/news/rossi-nogarin-tentativi-d-intesa-ma-resta-lo-scoglio-della-batini-1.11026217]]

Sta di fatto che la soluzione istituzionale di continuità è ovviamente Giuliano Gallanti: ha conseguito l’obiettivo storico del nuovo Prg dopo 62 anni, si è speso come nessun altro per la Darsena Europa sulla quale governo, Regione e Authority metteranno quasi mezzo miliardo di soldi pubblici. La candidatura di Luciano Guerrieri, attuale timoniere del porto di Piombino, è quella di un ex Pds ma pragmaticamente non osteggiata anche da Matteoli: potrebbe farcela a vincere la ritrosia di Renzi a nominare ex-Pds se il premier dovesse fare patti con quell’area del partito.

E Monti? Se i veti incrociati dovessero bloccare tutto, in quanto presidente di Assoporti potrebbe essere la candidatura neutra che toglie le castagne dal fuoco. Anche a chi, nel Pd, non lo vuole più a regnare a Civitavecchia.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web