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Tassa sui rifiuti: ci sono 11.000 morosi, ma Aamps non ha l'ufficio per chiedere i crediti
Livorno, toccherà ora al Comune chiedere i 15 milioni di euro di arretrati a privati e negozi per Tares e Tari non pagate tra il 2013 e 2014
LIVORNO. Nei prossimi mesi Comune e Aamps saranno chiamati ad avviare le procedure per la riscossione di circa 15 milioni di euro di Tares e Tari non pagati tra il 2013 e il 2014. Ma non si sa con quali modalità, se è vero che ad oggi all'interno dell'ex municipalizzata non c'è una struttura adeguata per svolgere questo compito. Lo rivela Alessandro Parlanti in seconda commissione. Il dirigente comunale spiega che la morosità per la Tares 2013 ammonta a 6-7 milioni di euro, mentre per la Tari 2014 si attendono valori di poco superiori: per aggredire le morosità saranno inviate prima diffide di pagamento e poi atti di accertamento, ma ancora va individuato il soggetto (tra Comune, Aamps o società esterna) che si occuperà di queste delicate attività.
La morosità. Si parte dalla Tares 2013: «Sul totale di 80mila utenze - spiega Parlanti - circa 11mila non hanno adempiuto al pagamento». Si tratta di 8500 utenze domestiche e 2500 utenze non domestiche, che in totale generano una morosità che oscilla tra i 6 e i 7 milioni. Una cifra che il Comune considera non allarmante, perché la percentuale di riscossione (85%) è superiore rispetto a quella di molte altre città italiane. Per quanto riguarda la Tari 2014, i calcoli delle riscossioni sono in corso d'opera, ma è lecito aspettarsi una morosità leggermente superiore. Stimandola in 7-8 milioni, ecco che per il biennio 2013-2014 i mancati pagamenti Tares/Tari corrispondono a circa 15 milioni di euro.
Le procedure. Il soggetto moroso, per prima cosa, riceverà una diffida di mancato pagamento. In caso di inadempimento, dopo due mesi si proseguirà con gli atti di accertamento. Solo nei casi in cui tali strumenti dovessero risultare inefficaci si passerà alla riscossione coattiva. Quest'ultima è gestita direttamente dal Comune, con procedure assai decise in caso di grandi morosità, ma meno pesanti peri i piccoli creditori (come la maggior parte delle utenze domestiche). È bene sottolineare che se anche la riscossione coattiva non funziona (perché ad esempio un'azienda risulta fallita o è trascorso un periodo di 5 anni) i mancati pagamenti generano quel credito inesigibile che Aamps riversa sulla tariffa del servizio. La Tari 2015 è salita a 39,2 milioni complessivi rispetto ai 35 del 2014 perché parte dei crediti inesigibili che risalgono alla Tia sono stati spalmati sulla tariffa nel triennio per 3,8 milioni all'anno (che con il 10% di Iva generano l'aumento di 4,2 milioni).
Le difficoltà. Ma a chi spetta l'attività precedente alla riscossione coattiva, quella cioè di accertamento e invio delle diffide, che per la Tari 2013 dovrebbero partire a breve? Qui sta il problema. Parlanti afferma che "Aamps, vista la convenzione con il Comune, oltre a gestire le attività ordinarie dovrebbe svolgere queste operazioni, che in passato erano affidate a terzi". Per il dirigente comunale, però, oggi in azienda mancano le competenze specifiche e l'organizzazione adeguata per l'accertamento della riscossione. "Il core business di Aamps - precisa Parlanti - è la gestione dei rifiuti. Per le pratiche legate alla morosità c'è una difficoltà oggettiva che va superata con una decisione comune di socio e azienda". Al momento nella partecipata manca però un interlocutore, dato che ancora deve essere nominata la nuova governance dopo l'allontanamento dell'amministratore unico Marco Di Gennaro. La soluzione migliore per Parlanti sarebbe che tutto il procedimento venisse svolto dal Comune, che già gestisce la riscossione coattiva. "Se questo non fosse possibile - aggiunge - o Aamps forma una decina di persone al suo interno, oppure ci rivolgiamo a una società esterna, soluzione che permetterebbe di snellire i tempi e accelerare l'aggressione della morosità".
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