Il Tirreno

Livorno

Royal e Carnival pronte all’assalto a Porto 2000

di Giulio Corsi
Royal e Carnival pronte all’assalto a Porto 2000

La prossima settimana il bando per la privatizzazione della società: da Miami i due colossi delle crociere sondano il terreno per diventare terminalisti

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LIVORNO. «A Livorno qualcuno si dice molto preocuppato che si stiano preparando cosette preconfezionate per protagonisti della zona, ma questi signori non si rendono conto che c’è mezzo mondo che guarda alla privatizzazione di Porto 2000». Potrebbero sembrare un’esagerazione ma non lo sono, le parole di Massimo Provinciali di ritorno dal Cruise Shipping di Miaami, la fiera più importante al mondo dedicata alle crociere. Non lo sono perché - anche se il segretario generale di Port Authority e presidente pro tempore di Porto 2000 non lo dice - si sa per certo che le due principali cruise corporation del mondo, vale a dire Carnival e Royal Caribbean, hanno bussato con insistenza ai vertici del nostro porto presenti in Florida per conoscere i dettagli del bando che trasformerà la società che gestisce il terminal passeggeri in una società a maggioranza privata.

Non solo Carnival e Royal, ma anche Pullmantur - compagnia spagnola che del gruppo Royal fa parte - ha sondato il terreno del nuovo bando. E d’altra parte proprio il colosso di Madrid meno di quattro mesi fa ha siglato un accordo con Porto 2000 per trasferire qui dal 2016 32 scali equivalenti a 70mila passeggeri.

Quanto questi approcci si trasformeranno in interesse concreto lo scopriremo probabilmente tra aprile e maggio, quando avverrà la presentazione delle offerte. Oggi, anche se non particolarmente entusiasti, proprio Royal e Carnival (attraverso Costa) convivono nel terminal di Civitavecchia. Chi di loro tenterà la scalata a Porto 2000 dovrà probabilmente fare i conti con Msc, che nove mesi fa ha messo un piede nel nostro porto (merci) comprandosi un pezzo della Lorenzini, primo passo - si disse allora e si sussurra ancora - per tentare di prendersi anche il terminal passeggeri. E non è detto che nella partita non si faccia avanti anche Grimaldi.

Due cose sono certe, ad ora. La prima sono i tempi: «La prossima settimana pubblicheremo il bando», dice Provinciali. Da allora nel giro di quattro mesi, dunque entro settembre-ottobre, Porto 2000 avrà un nuovo proprietario, ma anche un piano industriale vero.

La seconda certezza è l’attrattività recuperata dal nostro scalo. «Un anno fa a Miami in rappresentanza dell’Autorità Portuale avevo promesso agli operatori i dragaggi del Molo Italia e l’approvazione del piano regolatore del porto - ricorda Provinciali -. Adesso siamo tornati con i fatti: fondali sistemati e Prp al traguardo. Questo ci ha dato affidabilità e credibilità agli occhi di un settore che non sopporta di esser preso in giro, non vuole promesse vuote, e ce ne siamo accorti sulla nostra pelle». In realtà ad accorgersene è stata anche La Spezia, che dopo il boom di due anni fa, negli ultimi mesi è stata abbandonata in massa. «Diciamo che le compagnie si sono accorte che non è il porto migliore per collegarsi alle città toscane», commenta Provinciali. Accordi nuovi non ce ne sono stati e d’altra parte ne erano stati siglati molti l’anno scorso - il colpo più grosso al Seatrade di Barcellona a settembre 2014 con Carnival -, ma qualcos’altro potrebbe sbocciare a breve. Royal Caribbean e Pullmantur infatti hanno chiesto una serie di interventi tecnici per portare le navi da cinquemila passeggeri a Livorno, a partire dal rinforzamento bitte e dall’allargamento dell’imboccatura sud. «L’allargamento è già previsto, per il resto le prossime settimane avremo una serie di incontri tecnici».

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