Il Tirreno

Livorno

"Niente Tia sull'acqua", esulta il popolo delle barchette

Le barche ormeggiate lungo i Fossi
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Le barche ormeggiate lungo i Fossi

Livorno, il giudice civile ha accolto i primi due ricorsi presentati da altrettanti proprietari dopo la richiesta della tassa  da parte di Aamps

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LIVORNO.  "Niente Tia sull'acqua" , esulta il popolo delIe barchette. Il giudice tributario di Livorno ha dato ragione ai primi due proprietari in merito ai complessivi 47 ricorsi presentati dai diversi circoli nautici, società ed associazioni concessionarie di specchi acquei sui Fossi Medicei, attraverso gli avvocati Sarita de Luca e Matteo Pollastrini, riguado alla richiesta da parte di Aamps del pagamamento della tassa sui rifiuti. 

Le due sentenze hanno dichiarato, uniformandosi a precedenti pronunce della Cassazione, che l’attività di gestione dei rifiuti in ambito portuale è di competenza dell’Autorità Portuale, con conseguente esclusione sia della competenza in materia dei Comuni che del loro potere di impositivo, rilevando altresì che, ai fini dell’obbligazione tributaria, non ha alcun rilievo la circostanza che il Comune abbia o meno svolto di fatto il servizio di raccolta rifiuti dato che la legge attribuisce la competenza esclusiva del servizio all’Autorità Portuale, appunto per le aree di sua competenza.

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"Il Comune capitanato da Alessandro Cosimi e Valter Nebbiai - spiega Piero Mantellassi, presidnete del Consorzio Nautico - scrisse una brutta pagina sulla nautica da diporto e in particolare per quanto concerneva la spazzatura sulle Barchette. Il Consorzio Nautico aveva cercato di ribadire innanzi tutto l’assoluta incompetenza di tali soggetti a imporre queste tasse sulle imbarcazioni dei nostri circoli e ciò in relazione ad una Sentenza della Suprema Corte di Cassazione del 6 novembre 2009 n°  23583 che stabilisce l’assoluta incompetenza dei Comuni ad imporre tasse per la raccolta dei rifiuti nelle aree portuali che siano sotto la giurisdizione delle autorità portuali”, mentre AAmps  intendeva assoggettare alla Tia gli specchi acquei destinati all’attracco di imbarcazioni. Tale impertinenza non si limitava solo a questo ma giunse ad accusare il Consorzio come istigatore all’evasione di tributi dovuti. 

"Ovviamente - prosegue - niente di più falso, le tasse vanno pagate se e in quanto dovute. Sul piano soggettivo, legge e giurisprudenza stabiliscono che, le aree di competenza delle Autorità portuali, escludono l’assoggettabilità delle stesse alla competenza di Comuni e Aamps. Sul piano oggettivo, se è vero che all’imposizione di una tassa deve corrispondere la prestazione di una servizio, quest’ultimo non c’è e nemmeno può esserci né  per il presente né  per il passato; per la semplice ragione che delle imbarcazioni all’attracco, in condizione di puro ormeggio, non producono né possono produrre spazzatura; considerazione che vale anche per altre realtà nautiche presenti nella nostra città, quali i moletti”.

Enzo Chioini allora amministratore unico, era giunto ad affermare che le barchette necessitano di frequenti e ripetuti lavori di pulizia e manutenzione che indiscutibilmente producono rifiuti, "con ciò denotando - conclude Mantellassi - una grossolana ignoranza sulle tematiche della nautica. E’ infatti a tutti noto esattamente il contrario, in quanto la manutenzione delle imbarcazioni richiede, per loro natura, la collocazione a terra in cantieri organizzati e quindi senza produzione alcuna di rifiuti di sorta nello specchio acqueo e quindi saranno di competenza di detti cantieri.  Ci corre anche l’obbligo ricordare che fu falsa anche l’affermazione secondo cui si sarebbe trattato di somme irrisorie mentre alcuni importi superavano anche i 54.000 euro .   Sicuramente la cosa che più li sorprenderà è che devono pagare anche le nostre spese siccome però ci sono persone che percepiscono oltre lo stipendio indennità di risultato sarà facile recuperarli".

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di Redazione web