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Licenziamento al Goldoni poi arriva il dietro-front

Licenziamento al Goldoni poi arriva il dietro-front

La lettera è stata ritirata, ma la Fondazione taglia le figure dei due coordinatori Betti (Fistel Cisl): «Hanno parlato di riorganizzazione per motivi economici»

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LIVORNO. La Fondazione Goldoni ha deciso di fare a meno, per motivi economici, di due figure di vertice: i due coordinatori del teatro e della parte amministrativa. Come? Al secondo è stata spedita direttamente la lettera di licenziamento. Salvo poi ritirarla, pochi giorni fa, dopo la firma di un accordo sindacale che ha coinvolto direttamente i vertici regionali della Cisl.

A ricevere la raccomandata – a firma del sindaco Filippo Nogarin, in qualità di presidente e rappresentante legale della Fondazione – era stato il coordinatore amministrativo del teatro, Andrea Pardini, che alla fine ha raggiunto un accordo con la direzione: in sostanza non perderà il posto, ma continuerà a mantenere lo stesso incarico di vertice solo fino al 31 marzo, quando dalla pianta organica dovrebbe sparire la figura del coordinatore. Il motivo?

«La lettera – spiega il responsabile toscano della Fistel Cisl, Angelo Betti – parlava di modello di riorganizzazione del teatro per problemi economici. Insomma, al dipendente non veniva addossata alcuna responsabilità, ma veniva fatto riferimento a una riorganizzazione per motivi economici, utilizzando l’articolo 32 della legge Fornero». «Nel testo – aggiunge il sindacalista – veniva sottolineato che sarebbe venuta meno la figura dei due coordinatori, un uomo e una donna: la seconda è una dipendente comunale ed è rientrata in municipio; al primo è arrivata la lettera di licenziamento».

A firmare gli atti è Filippo Nogarin, in qualità di rappresentante legale. Ma da qualche mese a dirigere ad interim il teatro è Paolo Demi, a lungo volto di riferimento dell’ufficio turismo del Comune.

«Nella prima lettera – riprende intanto Betti – i vertici sostenevano di avere fatto delle offerte di ricollocamento al coordinatore prima di procedere al licenziamento. In realtà – sostiene – la lettera è stata mandata quando era già aperto un confronto tra le parti (lavoratore, sindacato e direzione) per accordare un ricollocamento. Stavamo già parlando di quello che secondo noi poteva essere un modello di riorganizzazione senza dover licenziare».

«La lettera – conferma poi – è stata mandata ed è stata ritirata dopo la firma dell’accordo». Che è datato 12 marzo e che «prevede il ricollocamento della persona in altre mansioni tecnico-amministrative, riducendo il compenso ed eliminando la figura del coordinatore amministrativo».

Così la partita più generale sembra ancora all’inizio. Tra pochi giorni i vertici del teatro (e dell’amministrazione comunale) dovrebbero incontrare i sindacati. «Chiediamo che la pianta organica – chiude il sindacalista – sia ridiscussa, oltre che con il consiglio di indirizzo e con il cda, anche con noi».

(j.g.)

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