La protesta
Kayser, test high tech nello spazio con AstroSamantha
Intanto nella sede dell’azienda livornese la Banca Cras premia il vincitore del concorso per il logo della missione
LIVORNO. Al quartier generale dell'azienda aerospaziale livornese Kayser è stato presentato un importante esperimento di biologia ideato da Silvia Bradamante (Cnr Milano) con la collaborazione di Jeannette Meier dell'Università di Milano che prevede di portare l'analisi della differenziazione delle cellule staminali a bordo della Stazione spaziale internazionale con il lancio della Soyuz 42S in partenza il 28 marzo dal cosmodromo di Bajkonur, in Kazakhstan. A eseguirlo in orbita, a bordo della navicella che viaggia 400 chilometri al di sopra delle nostre teste, sarà l'astronauta italiana Samantha Cristoforetti.
La novità? Questo genere di test – viene spiegato – sono compiuti guardando alle cellule responsabili del fissaggio del calcio nelle ossa: stavolta saranno impiegate cellule staminali. Kayser ha la leadership in campo europeo sul fronte delle scienze della vita nello spazio: gli esperimenti pensati dai ricercatori delle diverse università italiane vengono rielaborati rendendoli adatti a quella particolare situazione che è lo spazio, in presenza di radiazioni cosmiche e in assenza di gravità.
Del resto, l'azienda aerospaziale labronica, in base a un contratto della durata di 42 mesi, ha il compito anche di controllare e verificare gli esperimenti made in Italy o comunque compiuti dall'astronauta italiana.
Nella storia di Kayser ormai si contano più di sessanta missioni spaziali e un'ottantina di esperimenti nel cosmo. E se adesso è presente a Bajkonur una équipe livornese guidata dal project manager Aleandro Norfini, entro breve tempo ne partirà un'altra con direzione Usa perché il successivo esperimento realizzato dal team Kayser sarà inviato nello spazio da una base americana: si tratta di test sui tessuti mediante l'uso di nanoparticelle.
«Questi progetti sono molto importanti, – afferma Valfredo Zolesi, fondatore e presidente della Kayser Italia – soprattutto perché vedono protagonisti i giovani: a loro noi che siamo più esperti cediamo il nostro sapere e loro possono innovare e portarlo avanti. Speriamo che possano nascere altri progetti come questi in un futuro prossimo».
Questa frase di Zolesi offre l'aggancio anche per premiare il vincitore del concorso "Lo spazio ai giovani" sotto il segno di competenza, professionalità ed investimento sulle nuove generazioni: è l'iniziativa attuata da Banca Cras in tandem con Kayser Italia. Il vincitore è Gabriele Gorelli, trentenne di Montalcino.
«Questo progetto – afferma Lorella Turbanti, responsabile ufficio soci della Banca Cras, parlando a nome dei promotori dell'iniziativa – nasce nel contesto di un forum per i giovani della Toscana, con lo scopo di permettere loro di perseguire i propri sogni. In particolare il concorso che abbiamo organizzato era volto alla creazione di un logo evocativo che simboleggiasse e rappresentasse al meglio questa nuova missione. Di buoni progetti ce ne sono stati molti, Gabriele Gorelli ha fatto davvero un ottimo lavoro e si è aggiudicato la vittoria del concorso».
Gabriele è un sommelier, ma «il vino è un po' lo strano filo conduttore della storia che mi ha portato a questo premio: mio nonno paterno era il più piccolo produttore di Brunello di Montalcino di tutto il nostro territorio. La passione che mi ha infuso fin da piccolo mi ha portato a volermi specializzare nel settore. E così ad oggi sono diventato anch'io socio della Cras come lui e sto proseguendo gli studi per specializzarmi sempre più nel settore vinicolo». E aggiunge: «Non ho mai posto limiti alle mie ambizioni. Lo scopo del concorso e della missione mi sembravano nobili. Ho letto che esiste un particolare sentimento che l'astronauta prova quando vede la Terra dallo spazio, una sorta di misto tra meraviglia e malinconia molto difficile da sopportare: mi piace pensare che il logo "Scd" sulla Soyuz funga un po' come un "promemoria" per ricordare sempre che non ci sono limiti alle ambizioni e di credere al massimo in ciò che si fa e che ci appassiona».
Lorenzo Taccini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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