Il Tirreno

Livorno

Il tortaio si mangia il Comune in Tribunale: «Il cartello va cambiato»

di Federico Lazzotti
Il tortaio si mangia il Comune in Tribunale: «Il cartello va cambiato»

Livorno, la guerra legale era cominciata perché la pensilina pubblicitaria del bus copriva l’insegna del negozio di via Calzabigi. Il proprietario: «Felice per l’esito ma amareggiato dal comportamento dell’amministrazione»

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LIVORNO. Il tortaio batte il Comune di Livorno in Tribunale sul cartello della discordia. A distanza di due anni dallo scoppio della guerra della palina posizionata al numero 10 di via Calzabigi, il giudice civile Francesca Arusa ha depositato la sentenza con la quale obbliga l’amministrazione comunale a sostituire e ridurre il cartello che indica la fermata dell’autobus e che copre in buona parte l’insegna del negozio "Pizza e torta da David",  poco più avanti. E beffa delle beffe, ha condannato il Comune al pagamento della spese processuali, calcolate in 1.500 euro.

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Decisiva nella scelta del giudice onorario la consulenza tecnica finita agli atti del procedimento. Prima di arrivare in aula, infatti, le due parti si erano trovate intorno a un tavolo di concertazione per cercare di risolvere il problema senza successo. Nella relazione si ammette «da un lato il legittimo esercizio della pubblica utilità da parte dell’ente gestore, dall’altro la riduzione della criticità visiva nei confronti dell’esercizio commerciale, portando se non ad eliminarla, quantomeno a ridurla in termini tollerabili.

La sentenza è immediatamente esecutiva - come ricorda il legale del commerciante, l’avvocato Elena Giuliano - dunque nei prossimi giorni il Comune dovrà sostituire l’insegna con una più piccola che tra l’altro il Comune ha a disposizione, come emerge dalla delibera del 2009 attraverso la quale la precedente giunta aveva dato l’ok al cambio della cartellonistica.

«La presa di posizione del Comune di Livorno sulla questione è stata incomprensibile - spiega l’avvocato del commerciante - Ci aspettavamo maggior disponibilità da parte dell’amministrazione, ancor più in un periodo di evidente crisi economica, tant'è che già dalla delibera comunale numero 375 del 2009 il Comune di Livorno avrebbe potuto liberamente decidere di utilizzare la cartellonistica ridotta, evitando in tal modo ogni danno economico al gestore della pizzeria e l'insorgere della causa stessa».

Senza dimenticare i costi sostenuti per affrontare la causa e quelli che adesso dovrà pagare dopo la sentenza del giudice. In via Calzabigi ovviamente si festeggia la vittoria ma nelle parole di David Giorgi, titolare dell’attività dal 2010 c’è anche un filo di amarezza soprattutto.

«Dopo due anni e mezzo - spiega - siamo arrivati in fondo alla causa e il giudice ha messo nero su bianco l’abuso di cui siamo stati vittima. Inoltre nella sentenza è stato disposto che le spese siano pagate dal Comune. Ma il Comune siamo noi e quindi in questa storia abbiamo perso un po’ tutti. Ecco perché il rammarico è che l’amministrazione, quando è stata contattata per risolvere senza grane il problema, avrebbe potuto dialogare di più risolvendo diversamente il contenzioso. Invece i legali del Comune hanno addirittura sostenuto che la colpa fosse nostra e che la nostra insegna coprisse addirittura la palina del bus. Così a noi non è rimasto altro che andare da un giudice per farci ascoltare». Ora il Comune avrà venti giorni di tempo per cambiare l’insegna. «Aspettiamo che effettuino l’intervento - prosegue Giorgi - così la bottega tornerà ad essere visibile».

Il problema è venuto fuori nel 2013, quando il Comune e l’allora Azienda dei trasporti livornesi hanno cambiato la cartellonistica alla fermata degli autobus. «Hanno sostituito la palina senza verificare che qui ci fosse il passo carrabile e il marciapiede fosse piccolo. E hanno messo cartelli giganteschi con tre numeri di bus che gli anziani nemmeno leggono perché scritti in piccolo e una cartello gigante per la pubblicità».

L’ultima riflessione del tortaio che si è mangiato l’amministrazione in Tribunale è sul rapporto tra istituzioni e cittadini: «Quando è cominciato questo contenzioso c’era un’altro sindaco e un’altra giunta - ricorda - Ora l’amministrazione è guidata da un altro gruppo. Ecco, la speranza è che chi governa mantenga la promessa di dare una mano al piccolo commercio».

DOCUMENTI: LA SENTENZA

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