Il Tirreno

Livorno

Ex Caserma, nuovi dubbi sull’acquisizione

Pronta la delibera, Cannito (Città Diversa) va all’attacco: «Così la giunta decide di non decidere»

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LIVORNO. «Alla fine sull'acquisizione dell'ex Caserma Del Fante la giunta decide di non decidere, non ci stiamo…». Va all'attacco il capogruppo di Città Diversa, Marco Cannito. Al centro della polemica c'è il futuro dell'edificio di via Adriana, con la nuova proposta di delibera sul federalismo demaniale inviata ai consiglieri comunali in vista della discussione in commissione.

L'atto, in sostanza, è stato integrato con la proposta al consiglio di «riservare a un proprio successivo provvedimento l'eventuale conferma della volontà dell'amministrazione di acquisire gli ulteriori immobili sui quali l'Agenzia del Demanio si è già espressa favorevolmente…». Ovvero: caserma Del Fante, edificio ex Pnf in via Fratelli del Conte e il centro assistenza sociale in via Giolitti. «Ma così la giunta rimanda e di fatto decide di non decidere», ripete Cannito.

Lo scorso 23 febbraio, lo ricordiamo, l'assessore Gianni Lemmetti aveva presentato la lista degli immobili che il Comune acquisirà dal demanio a titolo non oneroso (senza cioè un costo di trasferimento, ma con l'impegno di farsi carico di manutenzione ed eventuali lavori strutturali), escludendo dall'elenco la Del Fante, che da anni ospita le attività del comitato ex Caserma. Il motivo? «Servirebbero interventi per dieci milioni di euro», aveva spiegato l'assessore.

Ma dopo proteste e perplessità, manifestate anche da alcuni consiglieri comunali sia di maggioranza che d'opposizione, il sindaco aveva annunciato un cambiamento di rotta per arrivare a «prendere in mano l'immobile». Per questo il 5 marzo, in consiglio, la giunta aveva ritirato la delibera sul federalismo demaniale e, di fronte all'impegno di verifiche più approfondite con prefettura, questura e Procura, anche i consiglieri avevano messo da parte atti di indirizzo ed emendamenti.

Ora, di fronte alla nuova proposta, Cannito non usa mezzi termini e annuncia «l'assoluta contrarietà di Città Diversa». «Per arrivare a questa delibera-farsa che rinvia sine die qualsiasi decisione – si arrabbia – il sindaco aveva chiesto pubblicamente a me e al consigliere M5S Grillotti di sospendere emendamenti e mozioni per l'acquisizione, il recupero e l'utilizzo a fini sociali e lavorativi dell'ex Caserma, in modo da permettere all'amministrazione di fare approfondimenti». «A fronte della nostra disponibilità – conclude – oggi quella richiesta risulta una scorrettezza fatta per prendere tempo, che fa il paio con la mancanza da parte dell'amministrazione di idee progettuali e con l'incapacità di ricercare finanziamenti per permettere il rilancio dell'edificio e di una parte importante della città, come San Marco Pontino».

(j.g.)

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