Il Tirreno

Livorno

Il tavolo al ministero slitta ancora

di Giulio Corsi
Il tavolo al ministero slitta ancora

L’incontro rinviato a giovedì per impegni di Provincia e Regione, tra i soggetti convocati rispunta People Care

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Un altro rinvio: venerdì nel tardo pomeriggio un fax è partito dalla sede del ministero del lavoro all’indirizzo di Cgil, Cisl e Uil con la comunicazione che il tavolo su People Care slitterà di altri quattro giorni. Non più domani alle 13.30, ma giovedì alle 11.

Il motivo non è spiegato nella nota del Mise: a quanto pare tuttavia non sarebbe legato alla necessità di ulteriore tempo per facilitare le trattative ma ai consigli provinciale (lunedì) e regionale (martedì e mercoledì) incentrati sull’approvazione del piano regolatore del porto.

E così i 450 lavoratori del call center dovranno vivere altri quattro notti insonni. «Certo - commenta Filippo Bellandi, Rsu Cgil - se altro tempo servisse per avvicinare Seat e People Care saremmo disposti ad aspettare ben più di quattro giorni. Di fatto però lo slittamento è solo dovuto a questioni di calendario. E ad oggi questo stillicidio è psicologicamente molto faticoso per i lavoratori».

Il tavolo - inizialmente previsto per giovedì scorso, poi rinviato a domani e ora nuovamente posticipato - dovrebbe essere quello decisivo per conoscere il destino dei 450 lavoratori di Guasticce. «Si spera di uscire dal ministero con una posizione finalmente chiara, che ci dia la possibilità di capire come poterci muovere», continua Bellandi.

C’è una novità nella nuova convocazione: stavolta è stata reinserita tra i destinatari anche la società People Care, che invece non era stata convocata nell’incontro fissato a domani. A questo punto il mistero sembra svelato: probabilmente si era trattato solo di un errore. Decadrebbero così le ipotesi che il ministero fosse pronto a proporre ai sindacati l’ipotesi di una nuova società disponibile a subentrare a People Care nella gestione del call center di Guasticce.

Vige il massimo riserbo invece sulla trattativa in corso tra Seat, People e Contacta.

Come noto le parti erano assai distanti: se Seat aveva offerto 2 milioni di euro per tenere il lavoro a Guasticce fino a fine anno, come richiesto dai sindacati e auspicato dal governo, People Care aveva chiesto praticamente il doppio, 3.9 milioni.

Su questa differenza si sta lavorando - anche a livello ministeriale - da lunedì scorso: in ballo, oltre ai soldi, ci sono i volumi di lavoro. Che secondo i sindacati dovrebbero permettere il ritiro delle lettere di licenziamento per tutti gli attuali lavoratori del call center, 350 a tempo indeterminato e altri 100 tra interinali e contratti a termine. Il timore è infatti che i volumi proposti da Pagine Gialle non bastino per tutti i lavoratori. A quel punto si aprirebbe un’altra dolorosa pagina.

«Quando Seat parla di prezzi di mercato bisognerebbe capire se si riferisce a quelli italiani o stranieri», aggiunge Bellandi, riferendosi all’offerta dei due milioni di euro (troppo bassa, a prescindere dalla richiesta di People Care) e ai rumors del trasferimento della commessa (ora o a fine anno) a Tirana, alla società Future Generation che già gestisce alcuni servizi di call center per i principali operatori telefonici italiani .

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web