Toscana
Cittadinanza onoraria ai bambini nati qui da genitori immigrati
LIVORNO. Un coro unanime si è alzato per dire “no al razzismo”durante il consiglio comunale di venerdì. In occasione della XI Settimana d’azione contro il razzismo, il dibattito si è svolto quasi...
LIVORNO. Un coro unanime si è alzato per dire “no al razzismo”durante il consiglio comunale di venerdì. In occasione della XI Settimana d’azione contro il razzismo, il dibattito si è svolto quasi interamente su questo tema. Il sindaco Filippo Nogarin si è presentato con la maglia arancione della campagna nazionale “Accendi la mente, spegni i pregiudizi”, così come alcuni assessori e consiglieri della maggioranza. Al termine dei lavori è stata approvata all’unanimità una mozione per offrire la cittadinanza onoraria a tutti i bambini nati a Livorno da genitori stranieri.
«Un gesto simbolico – ha precisato Giovanna Cepparello, presidente del consiglio comunale- ma per noi molto importante». Per l’occasione sono stati ascoltati i rappresentanti delle comunità straniere e prima di iniziare i lavori è stato osservato un minuto di silenzio per ricordare il filippino Priscillano Inoc, morto in porto pochi giorni fa, e le vittime della strage di Tunisi.
«Il terrorismo – ha sottolineato Cepparello – alimenta la paura, e da questa nasce il razzismo». «Ci eravamo illusi – ha esordito Nogarin – che almeno nella nostra civile Europa il razzismo fosse stato sconfitto, ma per colpa del terrorismo figlio dei radicalismi religiosi, sembra essere riemerso». Il sindaco ha ripercorso i vari attentati che sono stati compiuti ultimamente, invitando a «non demonizzare le diversità» e ad «abbandonare l’odiosa convinzione che uno sia superiore all’altro».
Durante il suo intervento, è stato distribuito l’opuscolo “Fosse stata razzista, Livorno non sarebbe esistita. Le Leggi Livornine”, con il testo integrale della Costituzione Livornina. «Questo libretto – ha proseguito Nogarin – sarà distribuito nelle scuole, e alcuni passaggi delle Leggi verranno tradotti per i bambini stranieri».
Altre iniziative sono previste nei prossimi giorni (anche con il coinvolgimento dei giocatori del Livorno calcio) e oggi in Fortezza, durante la celebrazione dell’elevazione di Livorno a città, il sindaco leggerà alcuni stralci delle Leggi Livornine.
Nei vari interventi, sia gli assessori che i consiglieri di ogni schieramento hanno sottolineato l’importanza della lotta al razzismo, dell’integrazione sociale e il ruolo che riveste la scuola. Non sono mancate, però, le polemiche: Diop Mbaye (rappresentante della comunità senegalese, ma anche eletto nell’assemblea territoriale del Pd) nel suo discorso ha attaccato la giunta: «È importante parlare di razzismo, ma bisogna andare oltre le parole: voi con le forbici siete stati forti nel fare i tagli, spero che adesso userete anche la cazzuola per costruire una città più coesa». Ricordando anche «la timidezza riscontrata nell’istituire la consulta degli stranieri», Diop ha concluso: «Ok aprire la mente, ma anche le porte: sono mesi che cerco l’assessore di riferimento e il sindaco, ma non mi hanno dato considerazione».
«Speriamo di contribuire a un futuro migliore per Livorno», hanno affermato, invece, in diverse lingue le donne del Cesdi, mentre Hassen Chebbi (Coordinamento comunità straniere) si è detto «molto ferito per quello che è accaduto nella mia Tunisi: per la cultura islamica l’ospite è sacro, attaccare il turista è contro l’insegnamento del profeta Maometto».
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