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Livorno

la polemica sul servizio

Trasporti e cure giornaliere: sos dai medici in Gorgona

Trasporti e cure giornaliere: sos dai medici in Gorgona

LIVORNO. «Chiediamo una riorganizzazione del servizio sanitario in Gorgona: è necessario mantenere la qualità che abbiamo garantito per vent’anni. E per questo chiediamo un tavolo con la Regione». Le...

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LIVORNO. «Chiediamo una riorganizzazione del servizio sanitario in Gorgona: è necessario mantenere la qualità che abbiamo garantito per vent’anni. E per questo chiediamo un tavolo con la Regione». Le richieste arrivano dai medici in servizio in Gorgona, Giampiero Leonessi e Cristoforo Condello, nel corso di un incontro organizzato dalle sigle sindacali Snami (di cui fa parte Leonessi) e Smi (di cui Condello è responsabile provinciale).

«Fino al 2008 – ricostruisce Leonessi – il servizio medico si componeva di due parti: un servizio penitenziario diurno normato dalla Legge 740 del 1970 a carico del Ministero della Giustizia, e un servizio notturno, di 12 ore, regolato da accordo con l'Asl di Livorno. Così veniva garantito il servizio a civili e detenuti per 24 ore al giorno». Servizio erogato ai circa 200 dell’isola, tra detenuti e civili, attraverso un lavoro settimanale: in pratica una settimana di servizio per ogni medico. Il personale medico sull'isola, fino a inizio marzo almeno, era composto da cinque persone. «Nel 2008 – riprende Leonessi – il servizio subisce una ristrutturazione: la medicina penitenziaria passa al servizio sanitario nazionale. Nel 2014 l'azienda decide di dare attuazione a una normativa della Comunità Europa, la 66 del 2003, che regola l'orario di lavoro: un lavoratore non può lavorare per più di 24 ore. Viene così interrotta la continuità del servizi». A luglio scorso, anche su richiesta dei medici, viene organizzato, insieme alla direzione sanitaria e ai sindacati, un tavolo tecnico al termine del quale – spiega Leonessi – l’Asl 6 decide di far partire, a dicembre, un progetto pilota di tre mesi che, essenzialmente, riorganizza il servizio medico: una copertura di 24 ore, ma con cambio tutti i giorni. Così i medici devono andare e tornare dall’isola ogni giorno.

«Una decisione che ci ha spaesati – dice Leonessi – ci siamo trovati spesso con due colleghi sull'isola, con notevoli disagi logistici». «Per Gorgona – spiega – esisteva un servizio Toremar che, da agosto scorso, non c'è più. Il nostro unico contatto è la vedetta della polizia penitenziaria che, in condizioni di mare grosso, non naviga, e che impiega più di un’ora per arrivare a destinazione. Per non parlare delle difficoltà di essere presenti in ambilatorio fuori dall’isola».

Così i medici il primo febbraio mandano una lettera alla Asl 6 in cui chiedono di tornare a svolgere solo il sevizio penitenziario, escludendo le 12 ore notturne. «Pensiamo – sostiene Leonessi – che sia il modo corretto per mantenere la qualità del servizio. La Asl ha detto che potevamo procedere, ha chiesto ai colleghi di Livorno di coprire le 12 ore del servizio notturno: il servizio diurno rimane così scoperto per i civili, salvo per le urgenze, visto che noi, dalle 8 di mattina alle 20, offriamo solo il servizio penitenziario. Durante il giorno nessuno cura i civili, una cosa inaccettabile». «L'azienda, inoltre – conclude – con una nuova lettera ci obbliga a farci carico della popolazione civile. Un abuso grave che speriamo di risolvere con la Regione».

Rosanna Harper

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