Attenzione
La Tracina - Ma l’eclisse che fa più ‘mpressione è quella de’ vaini
Anche perché ir Sole va e viene, quelli ‘nvece quando spariscano, non ritornano più. E son chiar di Luna
di Claudio Marmugi
E sicché ieri siamo stati tutti cor naso all’insù a vedé l’eclisse di Sole (tra l’altro a vedé le foto, non lavorava nissuni: “Piglio ferie, c’è l’eclisse” dev’esse’ stata la frase der giorno!), tutti ammirati perché l’eclisse, ancora oggi, ner 2015, è un evento suggestivo e che mette anco l’ansia. E’ un fenomeno che risveglia paure ataviche, primordiali, primitive. Il livornese, poi, ha paura di rimané senza luce, come la ‘anzone. C’è anche ir proverbio: “Meglio Sole… Che male illuminati”. Ma lo sai che nelle du’ ore dell’eclisse c’è stato ir boom de’ centri d’abbronzatura? Era tutta gente ‘n crisi d’astinenza! Ma la vera eclisse che dovrebbe fa paura davvero, non è quella dello Stellone, è quella de’ vaini. Quelli vengono occultati no dalla Luna, ma da’ chiar di Luna! Ir meccanismo è ir medesimo dell’eclisse di Sole: te sei lì che guardi i soldi, a un certo punto, li vedi sparì, d’un tratto, veloci, ner giro d’un’ora non brillano più, sono sempre di meno, sempre di meno, finché poi, bolletta dopo bolletta, dopo poo non ci sono più. Eclisse totale di vaìni: 100%. Ir buio. Ma mentre ir Sole dopo un po’ ricompare uscendo fiero dalle tenebre, de’ vaìni… nemmeno l’ombra. Quelli non appaiano più. I debiti ‘nvece non spariscono mai, anzi si moltiplicano. E’ come la moltiplicazione de’ pani e de’ pesci… Sì, ma da pagà!
Consumismo? Seondo me c'è troppa roba aggiro…
Io non ce l'ho col consumismo, non mi pigliate per una che vorrebbe ritornare a fare una vita più semplice in armonia coi ritmi della natura in una comune in Umbria dove 'un va ir riscaldamento, ci si veste di canapa (e fosse il male di vestissi e basta, con la canapa, dio) e si coltivano rape biologiche. Sono contenta di poter scegliere uno shampoo alla menta piperita dopo lo sport e un balsamo al cocco per evitare il crespo. Però vorrei dei punti fermi e non dover esitare dilaniata dall'ansia davanti a tutti gli scaffali. Il caffè, per dire, a me mi serve per svegliarmi la mattina, du' biscotti ce li mangio volentieri, ma non ce la fo, davvero, non ce la fo a decidere fra tutte le infinite qualità, lo yogurt datemene uno alla frutta, come da piccini, non mi spiegate nel dettaglio tutti i fermenti lattici con le proprietà di tutti i ceppi di bai, e a cosa servono (a fa venì gli strizzoni, comunque), il miele lo piglio giusto se mi fa male la gola, non mi fate scervellà se mi fa meglio millefiori, di 'astagno, di ginepro. Come mai la nostra società non esprime più un Leonardo da Vinci seondo voi? Io non credo che manchino le potenzialità, ma son siura che nessuno riesce a dipinge' la Gioconda se ha trascorso un paio d'ore a sceglie' la miscela der miusli (mi dite che senso ha questo cibo a base di legnetti e ghiande?) più adatta. Meno male ai tempi di Leonardo un c'era.
di Paola Pasqui
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Effetto Venezia dura come Rocco Siffredi
Ragazzi, dé. La durata d’Effetto Venezia è da sempre ‘n grande interrogativo, più di vella di Rocco Siffredi. Cominciamo dai “lanci promozionali” di marzo. La nuova amministrazione è già avanti sulla vecchia, perché quell’artra, in questa stagione urlava a gran voce, seminando ir panico su’ mercati (der pesce): “Non si fa!”. Chi non ricorda i terrorizzanti appelli dell’assessore 13 l’anno scorso (assessore 12 l’anno prima, e 11 quello prima ancora), verso marzo: “Non ci s’ha una lira! Effetto Venezia è finito!”. Questi almeno dicono: “Durerà 4 giorni”. Una dichiarazione mia da poo per de’ verginelli. Tra l’altro, una frase che lascia ir tempo che trova perché mi ricordo bene d’avé letto in questi trent’anni d’Effetto Venezia che spalmalla su 10 giorni permette d’ammortizzà i costi che ci sarebbero comunque a falla di 3 o 4 giorni e che gli artisti sono solo un 20% der costo reale totale, sicché falla durà poo non serve guasi a nulla. Certo, se fai Pink Floyd, Foo Fighters, Madonna e Robbie Williams forse a allungà diventi esoso, ma se mi spari Mario Der Riovero, Nedo Der Sanatorio e Gino Ir Kermesse puoi fa’ anche quaranta giorni con quaranta euri. Sai, a Lucca (36 chilometri da qui) si possano permette’ Bob Dylan e De Gregori nella stessa sera o fa una lezione di cinema con Alfonso Cuaron (7 Oscar per Gravity l’anno scorso) e falla pagà la cifra inaudita (per Livorno) di 3 euri (tre euri). Qui per tre euri non ti dìano nemmeno dov’è ir gabinetto.
di Gino ir Kermesse
Una storia italiana
Il Maghetto RENZIno, un ambizioso illusionista, tentando di sbroglià la situazione DELLA VALLE di lacrime italiana s'infilò nella selva oscura e appena dentro, un GRILLO parlante lo 'nvitò a sta' attento a certi LUPI famelici. Poi MATTEINO udì una musi'a provenì da un vecchio barre dove, fra un ponce e 'n antro, GINO PAOLI e tre su'amici parlavano di 'ome porta' 'vadrini in Svizzera. Poi sentì odore di SPINELLI e vide PANNELLA che comprava 'r fumo da un marrocchino. Quindi udì dei gemiti e sorprese VENDOLA e un ber giovane che si scambiavano proposte di matrimonio proprio come du' SPOSETTI. In una radura notò LANDINI che con un trattore tracciava un sorco che divideva un glorioso 'ampo proletario in du' nòvi poderi: ir suo e quello della CAMUSSO. MATTEINO raggiunse il mare, che da NOSTRUM era doventato ROSSUM come ir sangue de' poveri migranti. Lì trovò SARVINI che cor un fucile a tappi voleva affonda' i barconi e la D'URSO e VESPA che ni dicevano:"Ma càa fai! Qui s'un moie nissuno no' si perde 'r lavoro!" All'improvviso ir cielo s'oscurò e fu l'eclisse. E RENZIno disse: " Vai,stai a vedé che da 'debiti 'he ciabbiamo cianno staccato la luce".
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La chèa sull'eclissi
Vendo numero due vetrini di ricambio per maschera da sardatore per vedé l’eclissi, comprati giovedì sera in ferramenta a soli cinque euri e cinquanta l’uno, per un totale di undici euri per due vetrini (alla faccia dello sciacallaggio), utilissimi per fissà ir Sole ne’ momenti di buio.
No, lo so che sono stati un investimento, che ir mercato dei vetrini da sardatore tira un casino, ma li vendo perché, hai visto, di vì ar 2026 che c’è la prossima eclissi di sole forse faccio ‘n tempo a ricomprammeli più boni. Con l’inflazione, la deflazione, ir carodollaro, l’euroforte, capace i prossimi vetrini ner 2026 li pago magari 70 euri l’uno. Non investite ‘n oro o ner mattone, investite ne’ vetrini da sardatore! No, perché questa sorta di chèa delle ferramente su’ vetri da saldatore è fantastica.
Ce lo meritiamo, siamo un popolo di péoroni. E’ come i biscotti “senza grassi, senza zuccheri, senza troiai idrogenati, senza glutine, senza farina, senza calorie” e costano ir triplo di velli pieni di roba.
O allora? Come si spiega? ‘Un c’è nulla dentro e me li fai pagà ir doppio? Ma dove si va cor cervello?!
di Claudio Marmugi
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