Il Tirreno

Livorno

L'alleanza fra big del porto: Neri e Negri insieme

Mauro Zucchelli
Da sinistra: Piero Neri, Corrado Neri e Luigi Negri (Vincenzoni)
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Da sinistra: Piero Neri, Corrado Neri e Luigi Negri (Vincenzoni)

Si chiama Ng Investimenti e ha sede a Livorno nel quartier generale della famiglia Neri: è la società di due big del porto che entrerà nella Cilp (Compagnia Portuale) per una alleanza allargata a Cft. E destinata a contare negli equilibri del porto

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LIVORNO. L'alleanza Neri-Negri non è più solo una indiscrezione che corre sulle banchine o l'auspicio di due big dell'imprenditoria privata del porto, peraltro già anticipata dal Tirreno fin da fine gennaio. L’idea è diventata una società fifty-fifty con il quartier generale a Livorno nella sede delle attività della famiglia Neri. Si chiama “Ng Investimenti” e nella sigla figurano le iniziali dei due gruppi: una metà delle quote è in mano al Neri Group (che esprime il presidente con Piero Neri) e l'altra metà in pugno al Gruppo Investimenti Portuali (Gip), una cordata genovese che ha l'amministratore delegato con Luigi Negri.

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Il gruppo Neri ha alle spalle 110 anni di storia e ha radici imprenditoriali nei rimorchiatori (non solo a Livorno), nella tutela ambientale (tramite Labromare e Castalia), nei recuperi marini (inclusa la nuova frontiera delle navicelle aerospaziali al rientro nell’oceano), nei terminal (con Sintermar), nella sicurezza in mare (offshore Olt) e nello stoccaggio di prodotti chimici e petrolchimici (Doc, Toscopetrol, Depositi Costieri del Tirreno).

L’imprenditore sassarese Luigi Negri, agente marittimo di Yang Ming e Uasc, è sì il numero uno di Gip (che ha in mano il Sech, una delle aree-chiave del porto di Genova) ma di quella cordata fanno parte anche altri operatori liguri come Cerruti (Gastaldi), Magillo (Toscar) e Schenone (Medov): questo pool ha a Livorno il controllo di Tdt, uno dei primi 25 terminal contenitori del Mediterraneo.

Basta l’identikit dei due protagonisti a dire perché questa società sembra destinata a cambiare gli equilibri in porto. Ma lo è ancor di più se pensiamo che nasce con il dichiarato scopo di entrare nella Cilp e costruire l’alleanza con la Compagnia portuale.

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Il passaggio societario sarà perfezionato presumibilmente prima della fine del mese: il 50% resterà alla capogruppo dei portuali, il 50% andrà alla nuova società Neri-Negri. Due rappresentanti a testa in consiglio d’amministrazione: a quanto è dato sapere, sarà in mano alla Compagna la presidenza (è poi da vedere cosa prevederanno i patti parasociali).

L’alleanza fra Neri-Negri e la Compagnia portuale conta – non come socio ma come partner – anche sulla maxi-coop fiorentina Cft. Potendo disporre di 120.000 metri quadri di magazzini e oltre mille camion, ha il know how e la rete di relazioni per far uscire dal perimetro delle aree portuali lo sforzo della nuova alleanza fra due grossi imprenditori privati e due coop di rilievo spingendola ad allargare il proprio ambito lungo la catena della logistica.

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È da aggiungere che, al di là delle formule societarie, i quattro alleati stanno mettendo in campo una stagione di protagonismo sulla scena economica. Basti pensare che oggi verrà presentato dal governatore Enrico Rossi il progetto (“Ship recycling”) che il gruppo Neri ha nel porto di Piombino con la Saipem e i cantieri di San Giorgio del Porto.

Non solo: agli inizi di aprile, sempre insieme al presidente della Regione, saranno Enzo Raugei, presidente della Compagnia, e Gerardo Larotonda, amministratore unico di Cilp, a illustrare il primo progetto di trasferimento da gomma a rotaia per l’approvvigionamento delle materie prime dal porto di Livorno alla sede Lucart in Garfagnana: una novità nata dalla collaborazione tra Lucart, Cilp e la società di servizi ferroviari Toprail che «farà ridurre del 75% le emissioni di anidride carbonica a parità di merci trasportate».

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Dal canto suo, su Livorno i genovesi di Gip hanno all’attivo il boom di traffici di merci in container nel terminal Tdt dopo un forte pressing commerciale a giro per il mondo: se già febbraio si è chiuso con un saldo positivo del 29%, dai dati parziali non è escluso che l’incremento di marzo possa superare la soglia del 30%. E anche la Cft sta marciando: a gonfie vele all’interporto il business della frutta. Adesso c’è da capire se mettendo a fattor comune questa spinta di tutti e quattro gli alleati ne possa uscire qualcosa che faccia tornare il sorriso al porto di Livorno nel suo insieme.

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