Il Tirreno

Livorno

la storia

Il batterista alla corte del Principato di Monaco

di Jimmy Morrone
Leandro Bartorelli con il principe Aberto
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Leandro Bartorelli con il principe Aberto

Il talentuoso artista di Livorno Bartorelli e i The Robbers sono diventati ospiti fissi dei party organizzati dalla casa reale

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LIVORNO. Mentre agita le bacchette sui piatti dell'adorata batteria, fra il pubblico, appassionato fan, canta e balla uno dei suoi più accaniti estimatori. Leandro Bartorelli sorride, a tratti incredulo, e Alberto festeggia felice il proprio compleanno, a casa, o meglio, nel castello, in quel suo fantascientifico ambiente fatto di caviale e champagne, auto spaziali ed elegantissime donne. Leandro – lo conosciamo – è uno dei musicisti livornesi più talentuosi e di successo.
E Alberto? Albert Alexandre Grimaldi è il principe di Montecarlo, ormai amico intimo del batterista. Sì perché Bartorelli e la sua band – i The Robbers – sono diventati ospiti fissi dei party indetti dalla casa reale monegasca, come gruppo incaricato di animare le folli serate del lusso. L'ultima festa è stata celebrata pochi giorni fa, in un anticipo dell'imminente irlandese San Patrizio, unita al cinquantasettesimo anniversario del rampollo. Fra gli invitati anche Mika Hakkinen, gli U2, Eddie Jordan e tutta la famiglia reale al gran completo.
“Credimi – racconta estasiato Bartorelli – è stato in assoluto uno dei riconoscimenti più emozionanti: ho regalato al principe, con tanto di dedica, il mio libro, Fire Drum, un manuale per musicisti. E lui, che un po' se la cava, ha letto con interesse e mi ha chiesto di mostrargli alcuni movimenti. Ha pure capito che sono ambidestro.
In cambio Alberto ha scritto “auguri sinceri”, con firma, su un mio piatto Ufip. Lo sento quasi come uno zio...”. Leandro, che ha compiuto 30 anni qualche settimana fa, ha così aggiunto un ulteriore cimelio all'interminabile raccolta di premi e memorabilia. Nel suo personale vocabolario spiccano “groove” e “alla grandona”: se gli chiediamo cosa prova, quali sensazioni, ci risponde così, con due delle parole da lui più ripetute, simbolo del personaggio estroso e positivo qual è, e per cui presto, probabilmente, chiederà il copyright. Artista, insegnante, scrittore, compositore, animatore: tutti mestieri svolti a livelli planetari. Le sfaccettature di Bartorelli sono molteplici. E ogni istante la sua adrenalinica e pazza vita cambia, si colora di sound, si riempie di nuove avventure, vira verso sogni da realizzare.

Gli ultimi avvistamenti del turnista cresciuto fin da bambino sotto l'ala protettrice di Tullio de Piscopo, raccontano di un Leandro in prima linea al fianco di Ricky Portera, chitarrista di Vasco Rossi, Stadio e De Gregori, in una serie di apprezzati concerti in giro per l'Italia. Bartorelli ha fatto sosta anche a Casa Sanremo, il format parallelo del più popolare festival, in compagnia dei Black Tunes, un gruppo composto da altri livornesi che rispondono ai nomi di Claudio Fabiani, Martina Salsedo, Emanuele Simoncini e Daniele Gorgone. Dei Robbers, insieme a Leandro, fanno invece parte Claudio Fabiani al saxe flauto, Luca Pachetti voce e chitarra, Eeddie Jordan e spesso con loro suona Paul Turner (Jamiroquai) al basso,Inoltre, il volume Fire Drum, libro metodo per principianti della batteria, è attualmente distribuito da Feltrinelli e – racconta Leandro – sta vendendo bene anche all'estero, trainato dalle sue presenze costanti oltre confine. La base di Bartorelli è infatti Londra: da qui parte per rispondere agli inviti che settimanalmente intasano mail e cellulare. Di recente ha suonato alla prestigiosa Round House (per intenderci, qui hanno dato spettacolo Rolling Stones, Beatles, Pink Floyd e molti molti altri), insieme a Paul Turner, bassista dei Jamiroquai. E poi, con l'avvio del circuito di Formula 1, lui e i The Robbers torneranno a far impazzire i tifosi delle quattro ruote negli esclusivi eventi post-gara del mondiale. “Inoltre – aggiunge – ho da poco realizzato una mia speciale percussione conosciuta come cajon, al momento distribuita in tutto il mondo. E non ti nascondo che sta andando benino...”, e via di grassa risata. “Alla grandona”, gli rispondiamo allora noi. Convinti che il meglio, per Leandro, debba ancora venire.

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