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«Aiutare ematologia» Vola la raccolta firme lanciata dall’Ail
Baldi: «L’Asl investa di più sulla struttura, ecco cosa serve» Raspanti e Bruciati (Buongiorno) in visita al reparto
LIVORNO. «Aiutateci a migliorare il reparto di ematologia». È con questo spirito che il gruppo livornese dell’Ail (l’Associazione italiana contro le leucemie) ha lanciato una raccolta firme che, tra un banchetto e l’altro per la tradizionale vendita della uova di Pasqua, ha già raggiunto quota 800.
«Una raccolta firme – premette Alessandro Baldi, dell’Ail – che non vuole essere contro qualcuno, ma che è nata per cercare di valorizzare il reparto». Reparto che, entra nel merito, «funziona, è diretto da professionisti e ha operatori squisiti», ma «l’Asl deve investirci di più, per renderlo più sicuro, ad esempio dal rischio infezioni». Così, «lo chiediamo ai livornesi: diciamo tutti insieme all’azienda sanitaria che quella struttura va migliorata». Come? «Servono nuovi infissi, il controsoffitto, la copertura in linoleum dei pavimenti. Ho letto – chiosa – che arriveranno 16 milioni di euro per i reparti: possibile che non si trovino 200.000 euro per sistemare gli infissi e dare almeno un’imbiancata, dopo anni e anni che non viene fatto?».
I rappresentanti dell’Ail hanno raccolto le firme anche tra i banchi del consiglio comunale e giovedì mattina Andrea Raspanti e Marco Bruciati, di Buongiorno Livorno, hanno fatto visita al reparto di onco-ematologia (dove ci sono pazienti che combattono contro linfomi, leucemie, malattie del sangue) e hanno incontrato gli operatori. Ieri, poi, la comunicazione in consiglio comunale.
«Questo – spiega Raspanti dopo la visita – è l’unico reparto riservato, con dieci posti, agli acuti di tutta la provincia. Insomma, l’unico in un’area di 350.000 abitanti. Tra l’altro in una fascia di territorio che per quanto riguarda i linfomi e le leucemie ha dati superiori alle attese statistiche: gli operatori ci hanno parlato di leucemie per la zona di Piombino e linfomi per quella di Livorno». «Da dodici anni – riprende – nel reparto non viene fatto praticamente alcun intervento di manutenzione. C’è stato un intervento quando si è rotto un tubo al piano superiore, nell’Hospice. Ed è stato rattoppato un angolo del soffitto, con tavole di legno».
«Sia chiaro – sottolinea – non è uno scenario da film horror, stiamo parlando di un reparto che ha una sua dignità. Ma ci sono infissi in legno vecchissimi da dove passano spifferi e pioggia, davanzali esterni pieni di piccioni, una pavimentazione che avrebbe bisogno di essere rivestita, proprio per il tipo di materiali che vengono usati nel reparto (ad esempio le sacche della chemioterapia). In più alcune porte di accesso alle camere ricavate dai vecchi stanzoni sono troppo strette per permettere il passaggio dei letti. I pazienti di questo tipo di reparto – sottolinea – sono immunodepressi e molto esposti alle infezioni, avrebbero bisogno di una struttura diversa».
«A questo punto – conclude – chiediamo quali sono le intenzioni dell’Asl per il reparto di ematologia, che è un servizio di eccellenza per il nostro territorio, con personale qualificato e avrebbe bisogno di essere potenziato». «Da primo luglio – chiosa infine – con la riforma della sanità di Rossi arriveranno i commissari: se Livorno non elabora una linea politica rispetto a che tipo di sanità vuole sul territorio, il rischio è che poi le decisioni vengano prese dagli ingegneri gestionali».
(j.g.)
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