Sicurezza
Villette abusive a Montenero: in 23 a processo
Livorno, si tratta di proprietari e professionisti. Chiesta l’archiviazione per i dipendenti comunali dell’ufficio di edilizia privata
LIVORNO. A distanza di meno di tre anni dal blitz dei carabinieri sulla collina d’oro, tra Montenero e il Castellaccio, i pubblici ministeri Massimo Mannucci e Daniele Rosa hanno depositato il decreto di citazione a giudizio per quello che riguarda i presunti abusi edilizi e urbanistici commessi tra il 2008 e il 2011 per la costruzione una decina di ville.
Ma è leggendo il documento depositato in cancelleria il 2 marzo scorso e notificato agli interessati nei giorni seguenti, che si scoprono diverse sorprese rispetto ai nomi che comparivano nell’inchiesta al momento della chiusura delle indagini, avvenuta l’estate scorsa. Dei 28 indagati iniziali, i sostituti procuratori, infatti, hanno disposto il processo per 23. «Per reati come questo - spiega uno degli avvocati - non è prevista l’udienza preliminare».
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La maggior parte delle persone finite nei guai sono proprietari e professionisti, mentre – ed è questo l’aspetto giuridicamente più interessante – è stata chiesta l’archiviazione (ora nelle mani del giudice Antonio Del Forno) nei confronti dei componenti dell’ufficio di edilizia privata del Comune di Livorno, a cominciare dalla ex responsabile Susanna Cenerini. «Confermo che per la posizione della mia cliente – spiega l’avvocato della dirigente Marco Talini – è stata questa la scelta dei magistrati». Una conferma necessaria dopo che il sito Senza Soste ha riportato la notizia del presunto rinvio a giudizio di quasi tutto l'ufficio di edilizia privata del Comune di Livorno. Al contrario con la posizione della dirigente sono state stralciate anche quelle di Antonino Incandela, 51 anni, tecnico in servizio presso l’ufficio di edilizia privata, la collega Caterina Pracchia, 48, e i geometri Stefano del Seppia, 48, e Mauro Puccini, 45. Questi cinque inizialmente erano stati indagati con l’accusa di concorso in lottizzazione abusiva e abuso edilizio.
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Sono rimasti invece nella rete degli investigatori dopo una consulenza durata sei mesi gli architetti Daniele Lotti, 65 anni, e Francesca Raccolti, 42. I due professionisti oltre al concorso in lottizzazione abusiva dovranno rispondere di falso, perché nell’esercizio della loro professione avrebbero dichiarato falsamente che la dichiarazione di inizio lavori rispetto alla costruzione di un immobile in via della Lecceta era conforme agli strumenti urbanistici adottati o approvati e ai regolamenti edilizi vigenti.
«Questo reato – è la versione di uno degli avvocati inseriti nel procedimento – sarebbe stato commesso nel 2008, dunque è molto vicino alla prescrizione». L’11 dicembre prossimo, durante la prima udienza, gli avvocati dei 23 imputati potranno chiedere al giudice di essere giudicati con un rito alternativo come il patteggiamento oppure l’abbreviato oppure di oblare, vale a dire pagare per cancellare il reato. Ora però la vera partita si gioca più che sulle pene degli indagati, sul futuro degli immobili.
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