Il Tirreno

Livorno

Sciopero all’Eni, si fermano gli appalti

di Roberto Cestari
Sciopero all’Eni, si fermano gli appalti

Forte adesione all’agitazione indetta dalla Fiom-Cgil: «Quella ditta discrimina: fa contratti diversi a impiegati e operai»

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LIVORNO. Forte adesione, almeno dell'80% tra i metalmeccanici secondo fonti sindacali, allo sciopero di un'ora, dalle 10 alle 11 di ieri mattina, indetto dalla Fiom Cgil per i lavoratori delle ditte che lavorano in appalto all'interno della raffineria Eni di Stagno. Da segnalare che oltre ai metalmeccanici, hanno preso parte all'iniziativa di mobilitazione anche le rappresentanze delle altre categorie che lavorano in appalto all'interno dello stabilimento, come gli edili, i chimici e gli addetti ai servizi di pulizia, circa 450 lavoratori in totale.

L'agitazione nasce da quella che il sindacato accusa essere una discriminazione tra due categorie di lavoratori da parte di una ditta, la Paresa, che ha appena sostituito nell'appalto della manutenzione e costruzione dei grandi serbatoi di idrocarburi la Comce, che ha svolto per molti anni questa attività all'interno dello stabilimento.

Quando si è saputo del campio di azienda incaricata di queste attività, il sindacato aveva chiesto alla Paresa di riassorbire almeno il personale residente della Comce, escludendo i trasfertisti che prestavano servizio allo stabilimento con la Comce. Alla fine l'azienda ha accettato, ma ha chiesto che i contratti in questione, fossero a tempo determinato, legati alla durata dell'appalto, e cioè di due anni. I lavoratori hanno accettato, ma poi è emerso che agli impiegati è stato fatto un contratto di due anni, mentre agli operai di uno solo. «Una discriminazione inaccettabile - aveva detto Davide Romagnani,della segerteria della Fiom Cgil, annunciando lo sciopero odierno. I lavoratori chiedono almeno la dignità di una durata pari al contratto di Paresa e - aggiunge il sindacalista - non di essere ricattati con contratti di durata annuale e sottostare ai continui rinnovi». Inoltre il sindacato ha spiegato che ci sono anche altri appalti in ballo, che potrebbero quindi cambiare, e che questi problemi potrebbero essere solo i primi di una lunga serie.

E Romagnani ha proseguito sottolineando infatti che «ora serve l'aiuto di tutti i lavoratori dello stabilimento per fissare un livello minimo della dignità di ciascuno, specialmente ora - ha aggiunto - che ci avviciniamo a grandi passi al rinnovo dei contratti in raffineria che potrebbe stravolgere lo scenario che conosciamo e cambiare la vita di ciascun lavoratore».

Lo sciopero di ieri ha visto i lavoratori partecipare ad un corteo interno alla raffineria che si è concluso sotto la direzione dello stabilimento: «Lo sciopero è stato molto partecipato - racconta Romagnani - e la manifestazione finale si è svolta sotto la direzione della raffineria. Abbiamo infatti scelto di coinvolgere la committenza per dare a Eni la possibilità di intervenire su un fatto discriminatorio grave».

Per ora, aggiunge il sindacato, non si sono avute risposte da Paresa. «Se non riceveremo notizie - conclude il segretario Fiom - mercoledì saremo in strada con un nuovo sciopero. La nostra battaglia proseguirà Per i lavoratori Comce oggi e per ciascun lavoratore domani».

E Romagnani conclude ricordando che quello che sta succedendo ala raffineria Eni rende ancora di maggiore attualità l'iniziativa della Cgil, che sta raccogliendo firme per una proposta di legge popolare che cambi le attuali regole delle lavorazioni in appalto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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