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Eni, sciopero delle ditte in appalto: adesione all'80%

Un'immagine dell'agitazione alla raffineria Eni di Stagno
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Un'immagine dell'agitazione alla raffineria Eni di Stagno

Corteo e manifestazione sotto la direzione per i contratti a tempo diversificati tra operai e impiegati di un'azienda

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LIVORNO. Forte adesione, almeno dell’80% tra i metalmeccanici secondo fonti sindacali, allo sciopero di un’ora, dalle 10 alle 11 di stamani, indetto dalla Fiom per i lavoratori delle ditte che lavorano in appalto all’interno della raffineria Eni di Stagno. Da segnalare che oltre ai metalmeccanici, hanno preso parte all’iniziativa di mobilitazione anche le rappresentanze delle altre categorie che lavorano in appalto all’interno dello stabilimento. L’agitazione nasce da quella che il sindacato accusa essere una discriminazione tra le categorie di lavoratori di una ditta, la Paresa, che ha appena sostituito nell’appalto della manutenzione e costruzione dei grandi serbatoi di idrocarburi la Comce, che ha svolto per molti anni questa attività all’interno dello stabilimento.

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Il sindacato aveva chiesto alla Paresa di riassorbire almeno il personale residente della Comce, escludendo i trasfertisti, e alla fine l’azienda ha accettato, ma ha chiesto che i contratti fossero a tempo determinato, legati alla durata dell’appalto, e cioè di due anni. I lavoratori hanno accettato, ma poi è emerso che agli impiegati è stato fatto un contratto di due anni, mentre agli operai di uno solo. “Una discriminazione inaccettabile – aveva detto Davide Romagnani, Fiom Cgil, annunciando lo sciopero odierno. I lavoratori chiedono almeno la dignità di una durata pari al contratto di Paresa e – aggiunge il sindacalista - non di essere ricattati con contratti di durata annuale e sottostare ai continui rinnovi”. E Romagnani ha proseguito sottolineando che “Ora serve l’aiuto di tutti i lavoratori dello stabilimento per fissare un livello minimo della dignità di ciascuno, specialmente ora – ha aggiunto - che ci avviciniamo a grandi passi al rinnovo dei contratti in raffineria che potrebbe stravolgere lo scenario che conosciamo e cambiare la vita di ciascun lavoratore!”.

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Lo sciopero ha visto i lavoratori partecipare ad un corteo interno alla raffineria che si è concluso sotto la direzione dello stabilimento: “Lo sciopero è stato molto partecipato – racconta Romagnani – e la manifestazione si è svolta sotto la direzione della raffineria. Abbiamo scelto di coinvolgere la committenza per dare a Eni la possibilità di intervenire su un fatto discriminatorio grave”. Per ora, aggiunge il sindacato, non si sono avute risposte da Paresa “Se non riceveremo notizie – conclude il segretario Fiom – mercoledì saremo in strada con un nuovo sciopero. La nostra battaglia proseguirà Per i lavoratori Comce oggi e per ciascun lavoratore domani”.

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