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Livorno

Porto, la curia loda il sindaco ma striglia i consiglieri M5S

Porto, la curia loda il sindaco ma striglia i consiglieri M5S

Il giornale diocesano: guai se si fosse perso quel treno ma è paradossale che il più importante atto degli ultimi anni passi per il sì solo delle opposizioni

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LIVORNO. «Era una partita decisiva, non si poteva perdere ed è stata vinta». Inizia così l'editoriale che il giornale on-line della diocesi (www.lasettimanalivorno.it) dedica all'ingarbugliato via libera del consiglio comunale alla variante, precisando che se «dopo 62 anni Livorno avrà un nuovo Prg portuale», lo si deve al fatto che l'atto-clou è stato «approvato dall'opposizione con l'astensione della maggioranza».

La voce della curia dice che l'esito «era quel che si aspettavano tutti coloro che hanno a cuore il futuro della città» però non fa mistero che la modalità «lascia perplessi»: siccome siamo «la patria delle polemiche che bloccano ogni decisione», anche solo per questo «può essere considerato un fatto positivo». D’altronde – si rileva – «un passaggio falso avrebbe significato un grave danno per tutta l'economia cittadina».

È qui che dai più stretti collaboratori del vescovo arriva una doppia sottolineatura. Da un lato, si mette in evidenza positivamente il ruolo del sindaco («alla fine ha saputo, anche se dopo molte incertezze, assumere il ruolo istituzionale di chi ha la responsabilità di governare la città e non può ragionare solo con le categorie ideologiche di una parte»). Dall'altro, ecco una robusta strigliata alla maggioranza: esito ok ma in circostanze «quasi paradossali»: sul «provvedimento comunale forse più importante della storia recente della città» la maggioranza – ed è «cosa davvero clamorosa» – si è «astenuta dal decidere, votando in modo difforme dal suo sindaco e lasciando che la responsabilità politica di questo atto così importante ricadesse sull'opposizione». Aggiungendo poi: per un allenatore di calcio «l'importante è il risultato, è quello che fa classifica» ma stavolta è come «se una squadra avesse vinto senza tirare in porta, ma lasciando che fossero gli altri a far gol al posto loro». Dunque, bene «non far perdere alla città un treno che forse non sarebbe più passato», ma è emersa «una profonda spaccatura con la maggioranza che lo dovrebbe sostenere e che, in quest’occasione, si è limitata a farsi da parte per farlo passare».

Il giornale del vescovo segnala l'esigenza che «per continuare a governare la città» è necessario che"«si ritrovi sintonia di intenti tra il sindaco, la sua giunta e la sua maggioranza e si pensi davvero al bene di tutta la città». Ma La Settimana va anche più in là e chiede ai livornesi un nuovo protagonismo dei cittadini: una partecipazione alla vita della città «molto più intensa di quella che si è realizzata negli ultimi anni, dove si è quasi totalmente delegata l'amministrazione agli accordi di partito, salvo indignarsi quando qualcosa è andato male al proprio interesse particolare».

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di Redazione web