Il Tirreno

Livorno

COMPAGNIA PORTUALE

Nel ricordo di Italo Piccini un convegno sul porto che verrà

Italo Piccini in una assemblea dei portuali nel 2003
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Italo Piccini in una assemblea dei portuali nel 2003

Nel quinto anniversario della scomparsa i portuali annunciano che la figura di Italo Piccini sarà ricordata in un convegno. Raugei: niente retorica ma attenzione alla sua capacità di innovare

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LIVORNO. Nel giorno che segna i cinque anni dalla morte di Italo Piccini, dal quartier generale dei portuali annunciano un convegno per disegnare l’identikit della portualità che verrà. Quando? Nelle prossime settimane: ancora la data esatta non c’è. “Ma lo spirito sì”, dice Enzo Raugei, numero uno della Compagnia portuale: “Non faremo qualcosa di celebrativo o retorico, il nome di Italo è legato a una grande capacità di innovare e di guardare lontano ma, al tempo stesso, senza dimenticare le ragioni di chi lavora”.

In morte di Italo Piccini

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Dentro questa panoramica fra “il porto com’era e come sarà”, Raugei tiene a sottolineare che “punteremo a esaltare le scelte importanti che Italo Piccini ha avuto il coraggio di fare”. Il riferimento è al modo con cui ha capito prima del tempo quel che sarebbero stati i container nel trasporto via mare: quella visione strategica “fece di Livorno il primo porto del Mediterraneo”. Se Livorno in quel periodo ha vissuto la propria età dell’oro, lo si deve alla lungimiranza con cui Piccini ha accolto questa evoluzione che sembrava minacciare il mondo dei portuali industrializzando il lavoro sulle banchine: l’esatto contrario di quel che avvenne fra i “camalli” genovesi che invece fecero fuoco e fiamme contro i contenitori.

La capacità di Italo Piccini di plasmare un nuovo identikit della figura del portuale venne messa nero su bianco da un grande inviato come Giorgio Bocca: “Il nuovo portuale – scriveva nel 1987 - che dovrebbe nascere a Genova è, in realtà, un vecchio portuale che esiste già a Livorno, a Ravenna e in altri scali ed è il portuale-impresa. La conferma della sua certa esistenza viene proprio in queste ore da Livorno”.

Ma non c’è stato solo quello: fra le grandi scelte attribuibili a Piccini o alle quali Piccini ha collaborato, Raugei elenca “l’Alto Fondale, il progetto della Darsena Toscana, la costituzione della coop-impresa Cilp, l’autoporto del Faldo”.

IL RICORDO DI ALDO SANTINI: il porto perde il patriarca

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