Gioco
La strigliata di don Paolo: ci accorgiamo che siamo in "guerra" continua?
Monsignor Razzauti lancia via Facebook l'invito a un appuntamento di preghiera e di riflessione: stop a questa anestesia mentale, a parlare di pace e giustizia invito credenti e non credenti
LIVORNO. “Ma ci accorgiamo di che cosa sta accadendo nel mondo? Ci accorgiamo che ogni giorno centinaia di innocenti vengono uccisi, ci accorgiamo che siamo in "guerra" continua?”. È l’accorato post che monsignor Paolo Razzauti, rettore del seminario, pubblica sulla propria pagina Facebook poche ore dopo la strage terroristica al museo di Tunisi. Lo fa per dare una scossa ai livornesi (“gente, svegliamoci, diamoci da fare, perché tra poco ci sarà negata anche la libertà di parola”) e annunciare che “intanto, nel nostro piccolo, come seminario” giovedì 19 alle 18,30 “ci troveremo a pregare e riflettere per la pace e la giustizia nel mondo”, ingresso da via Galilei 1 e da via del Seminario 61. È un momento di preghiera ma anche un invito che don Paolo estende “a tutti, credenti e non credenti, con la speranza che il nostro grido possa essere accolto ed ascoltato”. Il presule lo definisce come “un piccolo gesto che vuol essere una provocazione”.
Razzauti posta una serie di interrogativi per invitare gli interlocutori a riflettere: “Ma, scusate, da dove provengono le armi dell'Isis? Dove vengono fatte le "alte" politiche nazionali ed internazionali? Nei luoghi dell' "altafinanza" e delle fabbriche di armi! Lo sappiamo? Lo sappiamo che ci sono anche in Italia? Anche a Livorno?”
Il sacerdote sottolinea che “in nome di un falso moralismo e rispetto stiamo rinunciando ai nostri valori religiosi, sociali e "politici”. Aggiunge che “oggi fanno più "scandalo" le bischerate che l'uccisione degli innocenti o di coloro che vivono con corerenza la propria fede”. Lo dice chiedendo ai livornesi di pensare bene alle cose di cui “ci preoccupiamo nelle cose di ogni giorno, di tante e piccoli inutili cose”. E poi: “In altri tempi avremmo fatto barricate, striscioni, manifestazioni. Ma oggi dove sono finite tutte quelle persone che hanno manifestato negli anni per la pace e la giustizia? Possibile che siano tutte scomparse? Possibile che nessuno, neanche su fb, intervenga contro questi massacri? E i nostri "politici" di ieri e di oggi dove sono?”.
Don Paolo non è nuovo a questi tentativi di scuotere le coscienze civili, al di là del recinto ecclesiale. L'ha fatto con il sindaco Nogarin poche settimane dopo l'elezione, l'ha fatto quando ha detto ai candidati politici di venire in duomo all'inizio di quaresima e non solo per Santa Giulia a pochi giorni dal voto, l'ha fatto quando ha invitato i giovani a fare volontariato anziché bighellonare.
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