Gioco
De Tomaso venduta alla cordata di Lotus: ma gli ex Delphi restano al palo
Venduta a un pool svizzero-lussemburghese la casa di auto chic che avrebbe dovuto assorbire gli operai ex Delphi, in attesa di un lavoro dal 2006. Gli acquirenti promettono oltre 350 assunzioni e una nuova fabbrica. Ma quasi sicuramente Livorno non avrà nulla
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LIVORNO. Colpo di scena nell’asta per l’acquisizione della De Tomaso: la società, nata sulle ceneri dell’ex multinazionale Delphi, è stata aggiudicata alla L3 Holding, società che ha il quartier generale in Svizzera a Chiasso in tandem con la Genii Capital, quartier generale a Howald (Lussemburgo) e partecipazioni tanto nella Lotus, compreso il team di Formula Uno, quanto nella Polaroid.
Benché l’avventura della De Tomaso sia partita da Livorno nel tentativo di ricollocare gli operai ex Delphi, l’arrivo della cordata svizzero-lussemburghese non sembra però portare nessuna novità nelle sorti dei lavoratori livornesi che dal 2006 vanno avanti in un susseguirsi di periodi di cassa integrazione. Per loro resta il 31 dicembre come la data-limite oltre la quale si apre un buio ancor più buio di adesso: lo hanno detto gli operai livornesi anche in recente in un faccia a faccia con i capigruppo in consiglio comunale.
A PALAZZO CHIGI IL PROTOTIPO DE TOMASO FATTO A LIVORNO: LE FOTO
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Sta di fatto che, dopo il primo round in cui l’offerta più alta aveva superato a malapena il mezzo milione di euro (con il gruppo cinese Ideal Time Venture), la nuova possibilità di andare al rialzo con offerte migliorative è stata colta – forse un po’ a sorpresa – da due contendenti: dopo una lunga serie di rilanci, è stata la L3 Holding a prevalere, con una cifra di poco superiore ai due milioni di euro, sulla società italiana Eos.
La sorpresa sta nel fatto che, diversamente ad esempio dal pool cinese che puntava semplicemente ad acquisire i marchi, il fronte elvetico-lussemburghese ha messo in campo anche un piano industriale: si mira a riavviare la produzione di auto, in ballo più di 350 assunzioni (nel periodo tra il 2017 e il 2021) e la costruzione di un nuovo stabilimento che dovrebbe realizzare 4.500 vetture sportive all’anno. Presumibilmente nella zona di Torino.
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È lì che, nonostante la sede legale sia ancora a Livorno nello studio di un professionista in zona Picchianti, si è spostato ormai da tempo il cuore sia della trattativa con potenziali acquirenti che della questione giudiziaria: dipende anche dal fatto che Rossignolo aveva legato le sorti degli ex Delphi a quelle degli ex Pininfarina di Grugliasco (Torino). Ma la fabbrica livornese era di componentistica (sistemi di sterzo) mentre lo stabilimento torinese è un centro di verniciatura e lastroferratura, e la manodopera ora rimasta in carico è a Torino otto volte il centinaio di addetti ex Delphi: inevitabile che questa differenza di forza in campo giocasse a tutto svantaggio di Livorno. L’unità locale livornese di via delle Colline a Guasticce è destinata a rimanere realtà sulla carta.
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