Il Tirreno

Livorno

«Così lavoro e turismo che fine fanno?»

di Juna Goti
«Così lavoro e turismo che fine fanno?»

Gli esercenti: «Mai ascoltati». Ma dopo l’annuncio arriva la chiamata al centro commerciale naturale

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LIVORNO. «Non era mai capitato che il Comune arrivasse davvero a ridurre Effetto Venezia da dieci a quattro giornate. E senza neanche provare ad ascoltarci». È un fiume in piena il presidente del centro commerciale naturale della Venezia, Daniele Simoni, appena sul sito del Comune compare il primo comunicato che annuncia la sforbiciata alla kermesse. È un fiume in piena, così come molti dei suoi colleghi, soprattutto ristoratori, che ogni giorno lavorano nel rione.

«Non siamo stati neppure convocati – ha ripetuto ieri di prima mattina Simoni, che gestisce anche la locanda Morgiano – è un fatto grave, insieme all’amministrazione avremmo potuto cercare strade alternative. Magari lo stesso centro commerciale naturale avrebbe potuto organizzare un weekend di eventi e ridurre così il taglio delle giornate. Siamo sempre in tempo, l’amministrazione ci ripensi: il Comune potrebbe garantire elementi come la sorveglianza e noi l’organizzazione di eventi. La butto lì, è solo un’ipotesi per dire che siamo molto delusi da questo comportamento: l’amministrazione a Cinque Stelle non doveva essere quella della “nuova partecipazione”?».

«È giusto – ha poi sottolineato – che il Comune ricerchi una maggiore qualità. Ed è vero che non c’è bisogno di un direttore artistico. Ma tagliare così è incredibile. Tanto più mentre si dice di voler rilanciare il turismo: come, perdendo Effetto Venezia?».

Ma è soprattutto sul tema del lavoro, insieme a quello del turismo, che da subito hanno puntato i riflettori i commercianti. «Leggo sulla stampa – ha scritto ad esempio in prima battuta su Fb Luca Fiordi, ex consigliere comunale del Pd e gestore del Forte – che Effetto Venezia sarà ridotta a quattro giorni. Sinceramente mi riposerò. Non ho problemi. Non siamo stati interpellati e la giunta avrà le sue motivazioni. L'unica cosa che mi dispiace è che in questo modo ci saranno circa 1.200 giornate di lavoro in meno per i giovani livornesi». Il riferimento è a «una media di 7 lavoratori per 30 locali, per 6 giorni mancanti».

«Fiordi ha ragione – ha quindi aggiunto Simoni – si guarda sempre a quello che si spende e non ai ritorni. Effetto Venezia porta lavoro. Solo penando ai “rinforzi”, come i camerieri, e considerando una media di circa 50 euro a testa, si parla di 60.000 euro in meno per chi lavora. Poi c’è l’indotto...». E chiosa: «A questo punto spero proprio che non ci chiedano il solito contributo: non pagheremo 700 euro di iscrizione, più il suolo pubblico, per quattro giornate! Tra l’altro in campagna elettorale sembrava quasi che si dovesse arrivare a non pagarlo più, il suolo pubblico. Ripeto: i tempi per ripensarci ci sono ancora. Per provare ad arrivare tutti insieme a un evento di dieci giorni».

Dopo il primo comunicato arrivato dal Comune con le dichiarazioni dell’assessore al turismo, sulle pagine virtuali dei social è scoppiata la polemica. Tra i primi a scrivere anche Silvia Biondi e Giovanni Puccini, della Bodeguita, il locale che lo scorso anno è stato tra gli organizzatori del riuscito concerto di Playing for Change in piazza del Luogo Pio. «Ci sarebbe piaciuto – hanno sottolineato – essere magari un minimo coinvolti in questa decisione. Questo la dice lunga sugli intenti partecipativi di questa amministrazione. Fiordi ha calcolato che questo produrrà almeno 1200 giornate di lavoro in meno. Effettivamente questa città ne aveva veramente bisogno». E ancora, tra un post e l’altro: «A 10 mesi dal "terremoto" elettorale siamo abbastanza stanchi dell'improvvisazione».

Critico anche il prof e regista Lamberto Giannini, che ha scritto: «Occasioni di lavoro in meno per i giovani, minor occasione di uscire e trovare qualcosa per chi non può permettersi le ferie, minor occasione di sentirsi comunità, di fruizione di musica, teatro e di scambio. Peccato».

La polemica è andata avanti fino a quando, nel pomeriggio, il sindaco ha corretto in parte il tiro e gli uffici del Comune hanno contattato il presidente del centro commerciale naturale: «Mi hanno annunciato – ha poi spiegato Simoni – un incontro con l’assessore e con il sindaco, e l’apertura di un tavolo. Speriamo di risolvere la situazione. Ma perché – ha sottolineato – non è stato fatto prima?».

Juna Goti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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