Il Tirreno

Livorno

la cerimonia in municipio

Cardinali: «Finalmente Livorno si accorge di noi»

di Giorgio Carlini
Il sindaco Filippo Nogarin premia il direttore del Vernacoliere, Mario Cardinali (Marzi Pentafoto)
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Il sindaco Filippo Nogarin premia il direttore del Vernacoliere, Mario Cardinali (Marzi Pentafoto)

Il direttore del Vernacoliere riceve la Canaviglia dalle mani del sindaco Nogarin. Messaggi di stima e commozione. E in città sbarca il Festival dell'Umorismo

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LIVORNO. «Ci voleva Filippo Nogarin, ci volevano i 5 Stelle per accorgersi del valore del Vernacoliere: una realtà che fuori Livorno ha ottenuto più importanza di quanto non abbia fatto nella città del "fa' vaini dé"». Non rinuncia alla sua dissacrante ironia, e neanche a un pizzico di polemica, Mario Cardinali, fondatore, direttore e ispiratore del Vernacoliere, in occasione della consegna della Canaviglia, avvenuta giovedì 19 in Comune.
Un riconoscimento che Cardinali ottiene all'età di 78 anni per aver dimostrato, come si legge nella pergamena consegnatagli dal sindaco Nogarin, «costanza, impegno e capacità nella sua professione, tanto da diventare un prestigioso punto di riferimento per tutti coloro che operano nel settore, ma anche soggetto attivo di libertà e democrazia, dando così lustro e impulso alla città di Livorno».
Il direttore del Vernacoliere si dice «onorato e stupito» nel ricevere la Canaviglia (una targa d'argento che riproduce l'immagine dell'antico palazzotto che Cosimo I de' Medici fece costruire nel 1544 sopra il bastione all'ingresso del porto): «Fino a oggi – sottolinea – avevo ottenuto numerosi premi e riconoscimenti, ma nel resto d'Italia. Non mi riferisco solo a coppe e targhe, ma anche alle partecipazioni radiofoniche e televisive e agli articoli sulla stampa nazionale. Ricordo con orgoglio le lezioni tenute alle università: a Siena mi hanno chiamato persino per leggere Boccaccio. Evidentemente il Vernacoliere ha assunto maggior rilievo fuori Livorno. Basti pensare che l'Ansa ci cerca ogni volta che accade qualcosa che ha a che fare con la satira. Ci siamo guadagnati una stima che va al di là del vernacolo e delle parolacce». «A Livorno – chiosa con un piccolo sorriso sul volto – ci volevano i 5 Stelle per accorgersi di questo valore».

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Durante la cerimonia a Palazzo civico, alla presenza dei rappresentanti delle forze armate e del mondo culturale e politico (presenti molti assessori oltre ai consiglieri comunali dei diversi schieramenti), Cardinali dà sfoggio della sua innata ironia. Come quando fa il gesto delle corna, nel momento in cui il sindaco legge i messaggi di stima di coloro che non sono potuti essere presenti (Bobo Rondelli, Dario Ballantini, Toto Barbato) e si sofferma su quello di Federico Maria Sardelli, che apprezza la volontà di celebrare qualcuno da vivo, piuttosto che piangerlo da morto. Il direttore del mensile più irriverente d'Italia scherza con la spensieratezza di un ragazzino quando ammette che «così finirete per farmi credere di essere una persona importante».
Ma si commuove quando ritira l'attestato e soprattutto quando ricorda il compianto Massimo Guantini, ex assessore alle Culture scomparso nel 2012. «Nel 2006 – rivela – alla prima festa del Vernacoliere che richiamò oltre 10.000 visitatori, Massimo disse con ironia che se anche mi fosse stata concessa la Livornina d'oro, io non l'avrei accettata. Ora me lo immagino che si affaccia da lassù e mi guarda sogghignando. Allora voglio rassicurarlo: Massimo, non ho cambiato verso anche io. Oggi questo premio l'ho preso - conclude prima di essere sopraffatto dall'emozione - Ma non è la Livornina, è la Canaviglia!».

In città arriva il Festival dell'Umorismo. A fine settembre Livorno ospiterà il primo "Festival dell'Umorismo". Lo rivela Filippo Nogarin nel corso della cerimonia. «L'iniziativa – spiega il sindaco – promossa dalla Fondazione Livorno e diretta da Stefano Bartezzaghi, avrà una portata nazionale: ci auguriamo che possa portare in città moltissimi visitatori». L'evento mira a valorizzare la satira, che Nogarin definisce «un antidoto contro il conformismo e le menzogne». In quest'ottica rientra il riconoscimento a Cardinali: «Mario incarna la parte più autentica e graffiante dell’anima livornese con una miscela di ironia, intelligenza e provocazione. Noi tutti gli siamo debitori per averci strappato una risata almeno una volta». Prima della consegna «a un uomo che non ha mai avuto tessere di partito e non è mai sceso a patti con i poteri forti», è stato osservato un minuto di silenzio per l'attentato di Tunisi. «La satira – continua Nogarin – è uno strumento a difesa della democrazia. Il premio a Mario è significativo anche alla luce del fatto che il nostro Paese è sceso al 73° posto nella classifica mondiale della libertà di stampa: colpa delle violenze contro i cronisti e delle cause per diffamazione ingiustificate, intentate soprattutto dai politici».

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