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Associazione laica: in porto un'opera-simbolo di Livorno patria della tolleranza
L'associazione Livorno delle Diversità ha chiesto all'Authority la concessione di un'area demaniale fra il Ponte dei Francesi e gli scali Cialdini: vuol realizzare uno spazio-simbolo nel segno di Livorno patria della tolleranza
LIVORNO. La richiesta all’Autorità Portuale l’ha consegnata l’associazione “Livorno delle Diversità”: mira a ottenere in concessione un’area demaniale in porto per realizzarvi “a sue spese” un un “luogo che, in chiave simbolica, costituisca un richiamo costante al senso profondo della convivenza operosa tra individui di ogni etnia e cultura, concordi nel determinato rifiuto di ogni superiorità identitaria di stampo fondamentalista”.
La concessione riguarda l’area demaniale del porto di Livorno a ridosso del Ponte dei Francesi alle spalle dell’ex distributore degli scali Cialdini e senza interferire con le attività dei pescatori (“è libera da concessioni e non è assoggettata a servitù di passo”). La zona – viene sottolineato - è stata scelta per “l’agevole visibilità da parte di chi percorra a piedi o in bici gli itinerari in posizione baricentrica rispetto al sistema "porto mediceo-centro storico” e appare adatta per essere fruita da parte di chi, in via occasionale o stanziale, si trova a vivere la realtà del Porto Mediceo”.
L’annuncio arriva all’indomani della strage al museo di Tunisi: “È un caso, eppure costituisce l’ennesimo chiaro ammonimento del fatto che diffondere il rispetto delle diversità nei rapporti interni ed internazionali è il solo modo efficace per attivare la vita feconda di cittadini liberi, che i fondamentalismi insidiano in molti paesi del Mediterraneo”. È quanto si tiene a sottolineare da parte dell’associazione, della quale fanno parte esponenti del mondo laico (come, ad esempio, Massimo Bianchi, Lamberto Giannini, Angelo Pedani, Gadi Polacco, Raffaello Morelli, Marcello Lenzi e Maurizio Vernassa). Pedani spiega che "riagganciandoci alle nostre radici di porto crocevia di genti vogliamo dire proprio ora che il Mediterraneo dev'essere uno spazio declinato al plurale, al rispetto fra le culture".
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L'associazione non fa una polemica frontale contro la Madonna dei Popoli, la statua mariana promossa da un gruppo di operatori del porto e benedetta dal vescovo Simone Giusti nel settembre di due anni fa in testa alla banchina 78 non lontano dall'imboccatura sud dello scalo labronico. E' stato però chiesto ai vertici dell'Authority se l'iter seguito per la Madonna dei Popoli potesse riguardare anche altre opere del genere: il sì del presidente Gallanti ha fatto nascere l'idea di questo spazio della laicità e della tolleranza.
“Il riconoscimento e il rispetto della diversità – viene ribadito - costituisce la condizione essenziale per accogliere ed alimentare relazioni nel porto di Livorno”. L’associazione insiste sulla tradizione della città che “si è tradotta nei secoli nella laicità istituzionale, il solo metodo per garantire la piena uguaglianza dei cittadini nei diritti e le relazioni interpersonali tra credenti e non credenti.
"L'opera-simbolo che intendiamo realizzare - afferma Pedani - può essere il primo passo per valorizzare l'aspetto di questa fascia di territorio. Il Comune potrebbe occuparsi di rendere la Porta a Mare accessibile solo dai pedoni nell'ex scalo Umbria dallo scalandrone delle nuove Cantine sotto scali Novi Lena".
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